Giornate di verifiche tecniche e amministrative, quelle che precedono il via della Dakar 2020. Da Jeddah si partirà il 5 gennaio con la prima speciale su 433 km. Prova introduttiva in uno scenario che inizierà a presentare l’Arabia degli sterrati, passaggi su fondi rocciosi e sabbia, con una limitata porzione di dune lungo il tragitto che porterà ad Al Wajh.

In casa MINI X-Raid gli alfieri al volante del buggy saranno Sainz-Cruz e Peterhansel-Fiuza, pattuglia completata da 7 MINI JCW Rally 4 ruote motrici, con gli equipaggi Przygonski-Gottschalk e Terranova-Graue da seguire.

Ritrorno alle origini

MINI reduce dal secondo posto di Nani Roma e Alex Haro ottenuto nel 2019. Tutta un’altra Dakar alle porte, “dopo tanti anni in Sud America il rally non solo si correrà in una nuova area ma tornerà anche alle sue radici.

Lunghe prove speciali, tanti chilometri e nuove esperienze ci aspettano in Arabia Saudita. Sarà una Dakar difficile, nella quale speriamo le nostre MINI saranno in grado di dimostrare la loro affidabilità”, commenta Sven Quandt, a.d. di X-Raid.

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Buggy evoluto, il due ruote motrici affidato a Sainz e Peterhansel, portato in gara per l’ultima verifica al Riyadh Rally con Peterhsel e nello Sharqiyah Rally, a metà dicembre, con Sainz. Equipaggi attesi allo shakedown venerdì.

Al-Attiyah favorito

“Cureremo 9 MINI in totale e l’obiettivo è di portarle tutte al traguardo. Per ottenere qualcosa in più, ti serve sempre un po’ di fortuna alla Dakar, oltre ovviamente a guidare puliti e veloci. Abbiamo due piloti con tanta esperienza e familiarità al volante del MIN JCW Buggy in Carlos e Stephane, dovremmo essere ben attrezzati per fronteggiare le sfide che ci attendono", prosegue Quandt. "Lo stesso vale per il buggy, che abbiamo sviluppato costantemente e testato durante la stagione. Resta comunque il vincitore della scorsa edizione, Nasser Al-Attiyah, l’uomo da battere

Navigazione cruciale

Preparativi in casa MINI che hanno visto un cambio di programma nella formazione Peterhansel-Peterhansel, con il forfait di Andrea, moglie di Stephane, alla quale non è stato dato il via libera per ragioni di ordine medico. “Sarà una nuova sfida per tutti, poche settimane fa ho vissuto i nuovi paesaggi e percorsi completamente diversi in una piccola Baja intorno Riyadh, passaggi molto veloci e splendidi.

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Purtroppo non sarà possibile correre il rally con Andrea, come programmato, conosco però Paulo Fiuza da moltissimo tempo. A dire degli organizzatori sarà una Dakar dalla navigazione molto complessa e avrà un ruolo centrale stavolta. Dopo gli ultimi test in Marocco sono molto contento del buggy MINI, io e Carlos siamo alla pari e spero potremo lottare entrambi per la vittoria”, le parole di Stephane Peterhansel alla vigilia.

Sorprese all'ordine del giorno

Una Dakar rivista nei limiti imposti alla navigazione, per il controllo ancor più stringente sull’ausilio di gps e smartphone oltre al roadbook e per le stesse novità introdotte su quest’ultimo. I passaggi cruciali saranno già evidenziati dall’organizzazione, in sei tappe, poi, verranno consegnati a pochi minuti dalla partenza, presentando una sfida molto meno programmata e più incerta nell’esito.

“Sono molto motivato, i preparativi sono andati completamente secondo i piani e non vedo l’ora di iniziare, certo che sarà un rally che presenterà un po’ di sorprese. Durante l’anno abbiamo migliorato la macchina e spero riusciremo, io e Stephane, a costruire due sfide importanti”, le parole di Carlos Sainz.