La manovra di Lucas di Grassi, decisa dal box Audi nell'ePrix di Londra, è di gran lunga il momento caratterizzante la seconda gara corsa nel week end. I paragoni con lo stratagemma tattico adottato da Ross Brawn nel 1998 a Silverstone, che permise a Schumacher di vincere il GP passando in corsia box, si sprecano.

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Lo scenario, a ben vedere, è però diverso, se non nel punto comune di un regolamento sportivo interpretato al meglio. Allora, Schumacher scontò la penalità inflitta dalla direzione gara entrando in pitlane all'ultimo giro, prendendo al tempo stesso bandiera per il posizionamento della linea del traguardo.

Più veloci dalla pitlane che in pista

A Londra, l'azzardo sperimentato da Audi - ammesso peraltro dal regolamento sportivo - ha un profilo diverso. Ed è difficile giustificare lo scenario in cui un pilota, transitando dalla pitlane a 50 km/h, riesca a superare 7 monoposto in pista, ad andatura controllata dietro la Safety Car. 

L'infrazione rilevata dal collegio dei commissari non è stata nel passaggio dalla pitlane, aperta in regime di Safety Car, quanto nel non aver Di Grassi fermato la monoposto sulla piazzola fuori dal box per un certo lasso di tempo. Dalle riprese apparse dopo l'ePrix si vede meglio il tempo di stop di Di Grassi, impercettibile (dalla telemetria Audi è risultata una velocità comunque pari a 0 km/h raggiunta dalla monoposto).

Verso la pitlane chiusa in regime di SC?

Il paradosso diventa, così, un altro: se di Grassi di fosse fermato anche solo 1 secondo, la manovra sarebbe risultata legittima, pur rientrando in pista avendo beneficiato di un vantaggio, con il sorpasso di diverse macchine.

È evidente come serva un giro di vite e, forse, potrebbe diventare più utile in regime di Safety Car chiudere la pitlane in uscita, perlomeno fino al passaggio dell'intero gruppo di monoposto davanti al traguardo.

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Aud è stata multata di 50 mila euro, Di Grassi squalificato con bandiera nera, misure legate tuttavia alla mancata osservanza del Drive Through inflitto quale sanzione per l'errata procedura seguita dal pilota e dal team in regime di Safety Car.

Un errore che resterà a vita

"Non ero a conoscenza della penalità fino a quando non è finita la gara. Per 10 secondi sono stato contento, poi di nuovo triste. È triste non aver vinto la gara per un piccolo dettaglio, che resterà a vita nella mia testa", ha spiegato Di Grassi ad Autosport.

Un azzardo consapevole, per provare a rientrare nella lotta per il campionato, "c'era un fattore di rischio connesso alla manovra, avrei potuto perdere tutto. È una cosa che ci è concesso fare, assolutamente. È stata una chiamata azzardata che ha funzionato". Col senno di poi, la vittoria avrebbe portato Di Grassi a 87 punti e secondo nel mondiale Piloti. 

"Come nel calcio c'è il fuorigioco, giochi con le regole per mettere gli altri in offside. Qui ci sono regole molto complesse e tutti provano a trovare dei margini di vantaggio o vuoti normativi. Noi abbiamo fatto tutto entro le regole", spiega il pilota brasiliano, che applaude al team per la lettura della fase di gara.

"E' stato un mio errore davanti al garage non fermarmi. Ho sentito le ruote bloccarsi e per me avevo fermato la macchina. Questo scivolare ha provocato la penalità".