Sono ricordi sbiaditi quelli lasciati dal Gran Premio di Germania. Due anni fa era tutto diverso, tranne una costante: il dominio Mercedes, seppur con altre sfumature. Altra era la tuta vestita da Sebastian Vettel, quarto al traguardo con una Red Bull che si prese 44" da Rosberg. Oggi si prepara al debutto in casa con la Ferrari, una prima volta che andrebbe coronata con un piazzamento importante, il ritorno sul podio, tanto per cominciare. Le caratteristiche del tracciato dovrebbero essere più favorevoli alla Ferrari che non alla Red Bull, in una partita ravvicinata buona per dare interesse alla seconda metà del campionato, insieme alla lotta per il mondiale tra Hamilton e Rosberg. 

«Credo di conoscere il tracciato abbastanza bene, perché ci ho gareggiato molte volte, quando ero nelle categorie minori. Mi è sempre piaciuto e speriamo di riuscire ad essere competitivi. Credo sia un buon mix, c’è tutto ciò che un pilota può chiedere: lunghi rettilinei, brusche frenate e un tornante alla fine del rettilineo più lungo; poi arriva il Motodrom, che tutti conoscono.

E' un tracciato abbastanza “tecnico”, dove fare tutto bene non è facile ed è abbastanza complicato anche trovare il giusto bilanciamento della vettura, dal momento che ci sono molte curve a velocità diverse: ma di certo è una pista divertente», racconta Sebastian. Le opportunità di sorpasso non mancheranno e difficilmente assisteremo alle scene dell'Hungaroring, all'oggettiva mancanza di spazio per tentare un attacco. Sarà comunque cruciale partire nelle prime file, mettere insieme una qualifica perfetta e assicurarsi la posizione migliore possibile per sfruttare poi il passo gara, aspetto sottolineato da Vettel nel dopogara a Budapest. 

Fattori tecnici a parte, c'è l'elemento ambientale a dare idealmente una spinta in più: «L’anno scorso il GP non c’è stato, penso sia fantastico tornare a correre in Germania. Da tedesco, credo che per tutti i piloti tedeschi sia un privilegio poter correre nella nostra terra natale, di fronte ai nostri connazionali. Non vedo l’ora… Per me sarà la prima volta con la Ferrari, quindi penso che sarà una sensazione davvero speciale».

Nella marcia di avvicinamento verso Hockenheim, c'è ancora spazio per discutere della poca chiarezza regolamentare riscontrata nelle qualifiche di sabato scorso. E il tema è sempre quello della pole position ottenuta da Rosberg in regime di doppie bandiere gialle, nel secondo tentativo della Q3, sul quale Sebastian aggiunge: «La cosa peggiore di questa vicenda è che noi siamo un esempio. La prossima settimana ci sarà una gara di kart da qualche parte e ci sarà una doppia bandiera gialla per l'uscita di qualcuno, con i commissari probabilmente in pista per aiutare il pilota; allora il ragionamento dei ragazzi sarà "Non mi serve alzare troppo il piede, perché in Formula 1 è considerato ok", e si tratta del vertice del motorsport.

E' questo che non mi piace della vicenda. In passato non avevamo i tempi parziali all'interno dei diversi settori in pista, avevamo solo il primo, secondo e terzo settore e la regola diceva che non potevi migliorare in un settore con bandiera gialla. Con doppia bandiera gialla il regolamento dice che devi essere pronto a fermare la macchina e, se alzi il piede e perdi 2 o 4 km/h, e perdi un decimo e mezzo, non mi sembra che sei pronto a fermarti».