Un risultato bugiardo, figlio degli episodi in partenza. La Ferrari lascia il Belgio con un bottino di molto inferiore a quello che era il potenziale mostrato in qualifica e durante la gara. Ricciardo e Hamilton si prendono un podio che sarebbe potuto essere di Raikkonen e Vettel, per come si erano sviluppati i primissimi metri dopo il via. Si è costretti, invece, a rimandare il ritorno nelle posizioni necessarie per riprendersi il secondo posto nel mondiale Costruttori.

«Non voglio parlare degli episodi che hanno caratterizzato la gara di oggi. Voglio pensare alla nostra gara e a quanto bene avevamo fatto ieri (in qualifica; ndr), soprattutto alle grandi possibilità che avevamo oggi di mettere due piloti sul podio. Peccato perché ci credevamo tutti, ma adesso bisogna girare pagina e guardare a Monza, che è il nostro GP», commenta Maurizio Arrivabene. 

Il passo espresso dalla SF16-H è stato incoraggiante e rappresenta un buon punto di partenza verso Monza, dove oltre al peso della power unit tornerà a essere molto importante la trazione per accelerare in fretta fuori dalle chicane, la stabilità in frenata e l'agilità tra le varianti. «Teniamo i piedi per terra. Abbiamo dimostrato di lavorare bene, che la gente a casa e qui c’è. Adesso concentriamoci su Monza perché è il GP d’Italia e per noi è importante.Ci vediamo a Monza e là secondo me lavoreremo di nuovo nel modo giusto».

Se gli episodi che hanno visto protagonista Verstappen sono sotto gli occhi di tutti e il team principal non ha voluto commentare pubblicamente la condotta dell'olandese, ha fatto sentire le ragioni Ferrari con la Federazione: «Abbiamo chiamato la FIA chiedendo spiegazioni. Non è nello stile Ferrari urlare le cose ai quattro venti, ma nemmeno non farsi sentire. Quindi ci siamo fatti sentire, abbiamo detto quello che dovevamo dire».

Verstappen: "Sono vittima"; Raikkonen: "Non si guida così"

Sul momento della Rossa, nel week end del GP del Belgio, si è espresso anche Sergio Marchionne, a margine di un evento a Roma: «L'impatto dei cambiamenti che abbiamo fatto nella scuderia si continua a sentire, abbiamo l'obbligo di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati». Parole alle quali si è aggiunta la conferma di un principio universale, valido anche per chi lavora a Maranello: parlano i risultati, senza si va via: «Vale anche per me, vale per tutti».

La giornata nera delle Rosse

Verstappen e la generazione Playstation