Un solido rapporto di collaborazione che, in un prossimo futuro (già dal prossimo anno?), è destinato a rafforzarsi. Toro Rosso e Honda guardano alla possibilità di schierare un pilota giapponese in griglia e lo stesso Franz Tost non ha escluso l'eventualità. I movimenti di mercato potrebbero collegare le sorti di Pierre Gasly a quelle di Daniel Ricciardo e Carlos Sainz. Tanti i se che accompagnano l'eventuale passaggio di Gasly in Red Bull, condizionato al mancato accordo con Ricciardo e alla decisione su Sainz, il cui cartellino appartiene a Red Bull Racing, che potrebbe decidere di lasciare Carlos in Renault.

Gasly a parte c'è un Brendon Hartley che non ha certo impressionato nel confronto con il compagno di scuderia. Il pilota neozelandese guarda a Montecarlo alla ricerca di un buon risultato, su una pista che evoca ricordi (e prestazioni) positive. Altre categorie, altri tempi: «E' una pista che amo, ho corso in passato un paio di volte, nella World Series Renault e ho conquistato un terzo e un quarto posto, credo che quando terminai terzo fu Ricciardo a vincere la gara. Un altro anno corsi una bella gara, partendo ottavo e arrivando quarto, con qualche bel sorpasso. Adoro correre sulle piste cittadine, Monaco è un momento che aspetto».

Ricordi meno entusiasmanti per Pierre Gasly in GP2. Conta ancora moltissimo il pilota nel costruire la prestazione a Montecarlo, per riuscirci, fondamentale il supporto di una monoposto “facile” da spingere al limite: «Dicono il pilota faccia ancora la differenza qui, ma con la natura della pista, le sconnessioni, è importante avere una buona macchina, pur essendo vero che un buon pilota può trovare gli ultimi decimi di secondo che contano maggiormente. Va fatta attenzione, la pista evolve nell'arco del week end e non devi affrettare le cose, piuttosto devi costruire gradualmente la prestazione, fino a raggiungere il tuo massimo al sabato pomeriggio», la “ricetta” di Pierre.

Lavoro specifico su Montecarlo condotto anche da Honda, power unit che rileva molto meno rispetto ad altri tracciati, eppure, determinate caratteristiche vanno curate per “aiutare” il pilota nel raggiungimento del limite: «Da ogni punto di vista, Monaco è un appuntamento unico tanto in pista che fuori. Sul fronte del telaio, la priorità è sull'aderenza meccanica, mentre sulla power unit hai bisogno di una buona guidabilità per scaricare la potenza fuori dalle molte curve lenteQuesto comporta dover regolare il motore per esprimersi bene a bassi giri che, normalmente, non verrebbero sfruttati su altre piste. In termini di gestione dell'energia saremo concentrati sulla qualifica, essendo, ovviamente, cruciale una buona posizione di partenza per correre una buona gara», racconta il direttore tecnico Toyoharu Tanabe.

 

«Nei test della scorsa settimana a Barcellona - conclude -, un'area sulla quale abbiamo lavorato è stato il bilanciamento della gestione energetica tra i vari sistemi della power unit e, pur essendo Barcellona molto diversa da Monaco, applicheremo alcune delle lezioni apprese».

L'editoriale: La Formula 1 alla finestra