Da Sochi si cambia. Esuberanza da mettere a freno, dopo i fatti di Singapore, costati a Force India punti pesanti nella rincorsa al miglior piazzamento stagionale in classifica Costruttori. Ogni punto lasciato per strada è una frazione di premio FOM ceduta. E la domenica da dimenticare di Sergio Perez, tra contatto al via con Ocon e sportellate gratuite a Sirotkin, porterà il team a rispolverare gli ordini di scuderia in vigore lo scorso anno dopo i fatti di Spa-Francorchamps, ennesimo episodio stagionale di accesa lotta tra i due alfieri del team.

Un 2018 corso su note molto più tranquille, senza eccessi di foga, fino a domenica scorsa. Non ha gradito, il team principal di Racing Point Force India, Otmar Szafnauer: «E’ estremamente deludente ed è inaccettabile che due compagni di squadra entrino in contatto tra loro. È qualcosa che ci è costata cara.

Non hanno lasciato l’uno all’altro abbastanza spazio e il contatto ha mandato Esteban a muro. Ripristineremo le regole d’ingaggio che abbiamo usato lo scorso anno dopo simili episodi, il che vorrà dire che non potranno correre uno contro l’altro».

Nel dopogara di Marina Bay, Sergio Perez ha riconosciuto le proprie responsabilità nell’episodio che lo ha visto protagonista con Sergei Sirotkin, fallo di frustrazione per nulla comprensibile. Quanto al contatto in partenza è stato molto meno aperto nell’ammettere le proprie colpe, richiamando la lotta con Grosjean all’interno e la necessità di accelerare in fretta fuori da curva 3 a giustificazione della toccata successiva con la macchina di Ocon.

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Force India si ritrova sempre in settima posizione dopo Singapore, con 32 punti (2 davanti a Toro Rosso e 26 dietro McLaren). Quale esito conclusivo avrebbe riservato un gran premio corso “regolarmente” da Perez e Ocon è difficile da prevedere, tanto più considerato il fardello di una gara impostata su gomma Hypersoft, conseguenza dell’essere entrati in Q3 e penalizzante rispetto a piloti che hanno beneficiato di un’altra impostazione tattica, vedi Alonso, risalito fino al settimo posto.

«Questa gara disastrosa è ancora più frustrante se consideriamo la velocità che avevamo mostrato in qualifica e l’opportunità che ci è passata davanti», aggiunge Szafnauer. «Momenti bassi e dolorosi come questi fanno parte delle corse ed è giusto dire che abbiamo molti pochi lati positivi da portare con noi al di fuori della velocità della macchina. Avremo dei confronti a porte chiuse e impareremo da quanto accaduto per diventare più forti come squadra».

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