Bella? Di certo sarà una veste aerodinamica efficace, dalle parole di tecnici del gruppo di lavoro che ha perfezionato le caratteristiche aerodinamiche della Formula 1 del 2021.

Il primo modellino in scala, al 50% delle dimensioni reali, con ruote da 18 pollici, ha affrontato una sessione in galleria del vento prima del GP di Germania, nella struttura Sauber. E i riscontri ottenuti hanno confermato i dati delle simulazioni CFD, indicando una riduzione delle turbolenze che investono la monoposto che segue, con l’effetto di  contenere le perdite di carico aerodinamico dall’attuale 50% ad appena il 10%.

La configurazione rappresentata dal modellino resterà per buona parte invariata, a ottobre si avrà l’insieme di norme 2021 e saranno solo accorgimenti secondari a intervenire successivamente, prima dell’inizio della nuova era della F1. Le pance e l’ala posteriore, nel loro disegno, sono di fatto definitive. L’ala anteriore subirà ulteriori sviluppi.

ALL'INSEGNA DELLA SEMPLIFICAZIONE

Un concetto di monoposto radicalmente semplificato, privo di tutta la serie di dispositivi di trattamento dei flussi e di micro-aerodinamica che, oggi, provvedono a guidare i flussi d’aria per ottenere la miglior prestazione.

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Niente turning vanes né deviatori tra le ruote e le pance, ala anteriore con soli 3 profili, muso basso, pance molto allungate in avanti, fino all'altezza dei due canali d’imbocco che alimentano il diffusore. Due tunnel Venturi dovranno assicurare il carico, le geometrie del diffusore e dell’ala posteriore lasciare “aria pulita” il più possibile dietro la monoposto, affinché la macchina che segue non corra dentro turbolenze.

I cerchi da 18 pollici avranno carenature integrali, l’ala posteriore un disegno completamente diverso nella conformazione delle paratie laterali e del piano principale dell’ala, con il recupero del piano inferiore, molto inclinato, appena dietro lo scarico.

50% LA SCALA GIUSTA

“Abbiamo scelto di impiegare un modello in scala al 50% anziché al 60% e posizionarlo piuttosto avanti nella galleria del vento, così da poter esaminare al meglio la scia della monoposto. Occupa meno spazio in galleria e permette di osservare, in termini di lunghezze di macchine ancor più dietro.

Se pensate di utilizzare una macchina in dimensioni reali, potreste osservare solo un decimo della monoposto quando è dietro, utilizzare un modello al 50% è un buon compromesso, possiamo ottenere un buon livello di dettaglio sul modello ma avere comunque dello spazio dietro”, spiega Pat Symonds.

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Posizionare una seconda monoposto per leggere gli effetti della scia non è stato necessario e avrebbe costretto a incrementare la scala dei modellini, con il rischio di un minor livello di dettaglio sui flussi e l’interazione con il corpo vettura. Il passaggio in galleria del vento ha rappresentato solo la “verifica”, la ricerca della correlazione tra i dati delle simulazioni computerizzate e la “realtà”.

REGOLAMENTO, RAFFORZARE I PUNTI DEBOLI

Archiviata la fase della definizione delle caratteristiche aerodinamico, i tecnici della FIA sono al lavoro per esplorare possibili zone grigie, che possano dare ai team un gran vantaggio e ridurre gli effetti ricercati dalla Federazione e dalla Formula 1: consentire a due monoposto di battagliare senza effetti negativi sulla perdita di carico aerodinamico.

“Stiamo verificando dove le regole scritte sono solide e dove potrebbero essere un po’ deboli. Sono certo, in definitiva, che le caratteristiche della scia di una macchina 2021 completamente sviluppata non saranno buone quanto la macchina che usiamo al momento, però credo saranno ancora molto valide e incredibilmente meglio di una macchina 2019, 2020. Ne sono certo”, assicura Symonds.