Da un Gran Premio carico di recriminazioni per quel che avrebbe potuto essere e, invece, non è stato, a un GP degli USA che rappresenta una sorta di “appello” per dimostrare di poter correre, di nuovo, per la vittoria.

Il risultato Red Bull in Messico è stato ampiamente al di sotto del potenziale espresso in qualifica e in gara. Max Verstappen è finito nel mirino, a ben vedere le responsabilità evidenti sono nell’errore al sabato, costato la pole position, più che in una condotta di gara battagliera e, nell’episodio con Hamilton in curva 1, parte di un duello del tutto normale.

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Austin non proporrà le condizioni del tutto uniche del gareggiare oltre i 2.200 metri, offrirà però segmenti che possono portare Red Bull a valere la performance di Mercedes e Ferrari, soprattutto nel primo e nell’ultimo settore.

Il GP degli USA sarà il centesimo in carriera per Max Verstappen, protagonista negli ultimi due anni in Texas. “E’ sempre bello tornare a Austin, è un bel circuito sul quale celebrare la mia gara numero 100 in Formula 1.

Il circuito mi piace davvero, è piuttosto sconnesso per essere un nuovo impianto e ha una bella combinazione di curve vecchia scuola che lo rendono molto piacevole da affrontare”.

FORZA 2018 DA RIPETERE

Dove l’altitudine ha ridotto il gap sul rettilineo e le caratteristiche della monoposto fatto la differenza in curva, a Austin il fattore potenza e ridotto drag potrà dare un maggior vantaggio alla Ferrari. È un Verstappen fiducioso, quello che dice: “La macchina dovrebbe essere piuttosto competitiva, lo scorso anno ci divertimmo in gara recuperando dal fondo della griglia (fuori dopo la Q1 per la rottura della sospensione, arretrato 20° per sostituzione del cambio; ndr) fino al podio.

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È una pista sulla quale possono accadere molte cose e ci sono tante buone chance di sorpasso che rendono le cose interessanti in gara.

Il sesto posto del Messico non è dove speravamo di concludere, la macchina era così veloce”.

ALBON ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA

Se Verstappen cerca il riscatto di un’occasione mancata in Messico, per Alex Albon l’obiettivo è confermare le buone impressioni offerte in gara, sebbene chiusa dietro Mercedes e Ferrari. “Non ho mai guidato a Austin ma ho sentito parlarne molto bene. La pista sembra davvero divertente, soprattutto nel primo settore, dove è simile a Suzuka. Non vedo l’ora di provarla.

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Per me sarà la prima volta in assoluto in America, sarà avvincente respirarne la cultura e il cibo. Al simulatore la pista è sembrata piuttosto sconnessa, è quel tipo di circuito sul quale molto è legato al ritmo e sarà importante trovarlo presto”, spiega il pilota tailandese, determinato a proseguire sullo slancio guadagnato in Messico, “probabilmente una delle mie gare migliori quanto a passo da quando sono arrivato nel team”.