Chiusura stagionale “morbida” per Pirelli. Ad Abu Dhabi il week end vedrà le mescole C3, C4 e C5 protagoniste, con i team a operare scelte allineate nella ripartizione di gomme morbide e medie.

Hamilton e Leclerc, tra i big, avranno un secondo set di gomme dure, da valutare nel rendimento sul long run, vista la tradizionale irrilevanza delle libere 1 quanto a indicazioni utili su un week end che si corre al tramonto.

Ancor più del week end di gara, sarà importante seguire la due giorni di test prevista il martedì e mercoledì successivi al Gran Premio di Abu Dhabi, già proiettati al 2020 e con le nuove mescole Pirelli da valutare a fondo.

Valutazioni affrettate a Austin

Il primo assaggio avuto a Austin ha sollevato diverse critiche da parte dei piloti, tanto da portare i team a prospettare un 2020 da correre con le stesse mescole di questa stagione, se il rendimento delle nuove specifiche non dovesse emergere chiaramente e allineato agli obiettivi di riduzione del surriscaldamento e del degrado, fissati dalla lettera di indirizzo della FIA.

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Mario Isola, a Interlagos, ha approfondito le novità che caratterizzano le gomme 2020, ridimensionando i riscontri avuti dalle squadra a Austin sui pochi giri – e in condizioni climatiche del tutto particolari – effettuati.

“Il programma è di testare di nuovo le gomme ad Abu Dhabi, nel test di due giorni dedicato alle prove delle nuove costruzioni e mescole, così avremo una comparativa più affidabile rispetto a Austin.

Durante l’anno abbiamo testato la nuova costruzione e abbiamo trovato un miglioramento in termini di surriscaldamento, mescole dalla più ampia finestra di utilizzo.

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La nuova costruzione è stata progettata perché ogni anno le prestazioni delle macchine aumentano e vogliamo seguire questo progresso della prestazione”.

Costruzione nuova e pressioni più basse

Una necessità tecnica alla quale Isola ha contrapposto un’alternativa sulla quale, da sempre, i piloti sono stati critici: l’incremento delle pressioni minime di gonfiaggio, già su valori molto alti.

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“Incrementare la pressione di partenza peggiora il surriscaldamento e il comportamento della gomma in generale. La nuova costruzione è stata progettata con l’obiettivo di tenere la pressione la più bassa possibile in funzione del miglioramento delle prestazioni delle monoposto”, ha chiarito Isola, che sulle gomme 2020 ha rivelato anche una forma diversa del profilo delle gomme posteriori.

Giudizi dopo i long run

Sull’ipotesi di un campionato da disputare con la gamma 2019, serviranno dati a supporto di tale richiesta, che andrebbe almeno in parte a vanificare un anno di sviluppo da parte di Pirelli, sviluppo con indicazioni utili anche sulle gomme 2021 da 18 pollici: “Serve un po’ di tempo per testarle adeguatamente sui long run e capire se abbiamo centrato l’obiettivo. Dopodiché, saremo molto lieti di discutere i risultati del test e vedere cos’è meglio per lo sport”, ha spiegato Isola sulle alternative in vista 2020.