Trovata la giusta chiave di interpretazione della qualifica, lo scorso anno, dal Gran Premo di Francia in poi, Charles Leclerc indica nel rendimento in gara la “specialità” sulla quale lavorare nel corso dei test invernali per compiere un passo in avanti rispetto a quanto espresso nel 2019.

Sarà un percorso che passerà dallo stile di guida e dalla base tecnica del progetto Ferrari 671, chiamato a garantire una migliore gestione delle gomme e ritrovare quel primato sul passo gara rispetto alla velocità in qualifica, tratto distintivo prima della scorsa stagione.

Sterzi a parte: Viva Kimi, il non adulterato!

Miglioramento corale

“Ho compiuto diversi passi avanti durante l’anno. Dopo le prime 3-4 gare i punti deboli erano più in qualifica che in gara. Ho compiuto progressi piuttosto importanti in qualifica dalla Francia in poi, in gara ho ancora del lavoro da fare.

Seb ha maggiore esperienza e al momento è più forte nella prestazione in gara, il lavoro quest’inverno sarà prevalentemente nel provare a migliorare su questo aspetto.

Non si tratta solo della mia guida, ma di un lavoro d’insieme, con tutto il team sugli assetti, provando magari talvolta a sacrificare un po’ la qualifica per essere più forti in gara. Tutti questi piccoli dettagli alla fine fanno la differenza. Sono migliorato decisamente nell’arco della stagione scorsa e proverò a fare ancora meglio in futuro”, spiega intervistato da Autosport.

Primo bilancio solo in Australia 

L’inverno di un anno fa rivelò un quadro sulle prestazioni ingannevole, disse di un vantaggio di mezzo secondo dopo la prima settimana di test a Barcellona, svanito a Melbourne e con un inseguimento alla Mercedes inaspettato. E l’esperienza vissuta fa commentare Leclerc: “Spero, o perlomemo sto lavorando davvero tanto, per commettere meno errori del 2019, anche come team dobbiamo concentrarci a tal proposito.

In termini di prestazioni è sempre molto molto difficile dire dove saremo prima della gara inaugurale. In realtà direi prima dei test ma nel 2019 i test invernali andarono decisamente meglio della prima gara.

Penso abbiamo lavorato bene, le prestazioni le valuteremo in seguito, però sono assolutamente più preparato e pronto che non all’inizio del 2019 e spero di dimostrarlo in pista”.

Il dualismo con Vettel si ripresenterà per la naturale ambizione a vincere, starà a Mattia Binotto bilanciare gli interessi con quelli del team. Una Ferrari che si ritrova con la coppia di piloti dal potenziale più alto dell’intera griglia.

Gli orari dei GP di Formula 1 nel 2020

La lezione del Brasile

Ai pro di un lavoro di sviluppo condotto fuori dalla pista spingendo il team nella stessa direzione si sommano attriti e passi falsi culminati nell’incidente in Brasile. “Siamo maturi quanto serve per capire ciò che succede in pista. Siamo due avversari che, naturalmente, vogliono vincere e sarebbe errato se non fosse così.

Siamo estremamente competitivi e, a volte, in pista possono esserci sono degli attriti ma siamo abbastanza maturi da capire che quel che accade in pista resta in pista, al di fuori siamo persone diverse e la cosa più importate è che lavoriamo bene insieme per provare a sviluppare la macchina nel modo migliore possibile. Ovviamente, senza superare i limiti come abbiamo visto in Brasile ma è stata una lezione utile e non accadrà nuovamente.

Ci sono stati momenti nei quali, in certe situazioni, non ci siamo capiti, penso non sia bene parlare subito a caldo dopo un episodio ma sedersi e parlare. Lo abbiamo fatto dopo la Russia, poi prima del Giappone e siamo cresciuti da queste esperienze”, spiega Leclerc.

Scrivere il futuro Ferrari

Charles con davanti a sé un lungo futuro in Ferrari, fino al termine del 2024, nel quale provare a costruire un ciclo vincente: “E’ la prima volta in carriera che ho un contratto così lungo, è positivo sapere di avere stabilità. Sono completamente concentrato sul lavoro da fare, è una grande sfida che aspetta me e la Ferrari, provare a sviluppare insieme un futuro avvincente e lavorare su una base di lungo periodo. È sicuramente molto positivo”.