Le premesse per un circuito scorrevole e dai tratti veloci ci sono tutte, altra cosa sarà verificare l’effettiva possibilità per le monoposto di Formula 1 di battagliare in pista e trovare punti di sorpasso.

Su Zandvoort le opinioni sono divergenti, da un lato c’è lo scetticismo sull’idoneità di un tracciato storico – sebbene sia stato reinterpretato in più punti – alla moderna Formula 1 e le sue richieste tecniche sulla tracciatura, dall’altro le rassicurazioni di chi ha lavorato al maquillage del circuito.

Passaggi ad alta velocità 

“Dalle nostre simulazioni i piloti potranno affrontare curva 2 in pieno, poi sarà molto interessante vedere quale traiettoria sceglieranno nella piega di Hugenholtz”, ha commentato Jarno Zaffelli, responsabile di Studio Dromo, coinvolto negli interventi di modifica.

Lavori che hanno interessato proprio curva 4, la Hugenholtz vedrà un incremento del banking della sopraelevata (18 gradi), sebbene in misura inferiore rispetto a quanto accadrà con l’ultima curva, la lunga accelerazione su Arie Luyeendijk, per un tratto che porterà alla staccata di curva 1.

“Sarà davvero un circuito per piloti coraggiosi, sicuramente in quel punto e su Scheivlak”, ha spiegato Zaffelli al De Telegraaf, curva di Scheivlak veloce destra dopo una sequenza in accelerazione in uscita da Hugenholtz destinata a farsi in pieno nel destra-sinistra-destra che porterà su curva 8.

Dati col contagocce

“Penso ci sia molto da discutere, per i piloti che sono curiosi su come affrontare queste curve e dove potranno provare il sorpasso”. Il Gran Premio d’Olanda si correrà ovviamente con la medesima gamma di pneumatici Pirelli, che potrebbero adottare pressioni di gonfiaggio superiori per gestire i carichi di energia particolari che le curve sopraelevate svilupperanno sulla gomma.

Dati sulle sfide che presenterà Zandoovrt solo parzialmente rivelati ai team, una scelta che Zaffelli spiega così: “Le squadre hanno i dati grezzi e non l’intero circuito. Sono dati che terremo per noi per un po’, non vogliamo che abbiamo tutto il tempo per effettuare le simulazioni, così facendo c’è un elemento di sorpresa, che preferisco”.

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