C’è fiducia nell’ambiente Red Bull, che si candida a essere prima avversaria in Australia della Mercedes. La RB16 non ha mancato di introdurre alcune novità nel corso dei test, lavorando sull’avantreno e il mantello sotto il muso, cruciale per canalizzare i flussi verso il fondo.

“Mi sento pronto, abbiamo provato fondamentalmente tutto quel che volevamo e ogni cosa sembra funzionare piuttosto bene, il bilanciamento è piuttosto buono”, ha riassunto Max Verstappen, senza dare alcun peso alle (frequenti) perdite di grip al posteriore, vissute anche da Alex Albon: “Chi parla non guida la macchina e non sa. Io non sono affatto preoccupato”, le parole di Max.

RB in forma, basterà per vincere?

L’obiettivo dichiarato durante l’inverno ha seguito una linea chiara: essere competitivi per il podio a ogni Gran Premio, superare l’effetto-pista nelle prestazioni più o meno buone che sarebbero stati in grado di esprimere, fattore invece chiaro nel 2019.

“Abbiamo vissuto una buona preparazione ed è molto importante, spero sia abbastanza per essere competitivi a Melbourne”, speranza di Verstappen che si traduce in qualcosa in più sentendo Helmut Marko.

Penso potremo lottare in Australia con Mercedes per vincere. La macchina fa quel che ci aspettavamo e speravamo facesse, iniziamo la stagione con sensazioni molto positive e siamo un passo più vicini al nostro obiettivo di far diventare Max Verstappen il campione del mondo più giovane”, rilancia l'austriaco. Target da centrare necessariamente nel 2020, per vantare il primato.

In termini assoluti, il tempo di Verstappen ottenuto nei test lo vede appena 73 millesimi dietro la Mercedes di Bottas, con una mescola di differenza a vantaggio del pilota Mercedes (C5). È un’indicazione assolutamente parziale, supportata però dalla posizione di primo inseguitore centrata anche nella prima settimana di test, quanto Verstappen girò sempre in 1’16”269 con gomma C4, ma a 5 decimi da Bottas.

Honda passo definitivo in qualifica

C’è del potenziale ancora da esprimere, per tutti i top team, e si vedrà in Australia. “I test ingannano e nascondono, nessuno ha rivelato del tutto le proprie carte. Sicuramente siamo preparati molto meglio che non negli anni scorsi.

Sul motore c’è la stabilità, abbiamo coperto 5.000 km al banco rispetto ai 500 degli anni scorsi. La cosa più importante è Honda che ha compiuto un grande passo nel trovare potenza e speriamo sia pari a Mercedes e Ferrari, il che ci porterebbe a compiere un importante miglioramento in qualifica”.