L’ambiente Red Bull nutre i propri dubbi, l’ambiente Mercedes è forte di un’interpretazione autentica, della FIA, a ritenere legale il sistema DAS sulla W11. Due fronti che potrebbero finire contrapposti in una protesta ufficiale, avanzata da Red Bull, determinata a procedere di fronte ai commissari del Gran Premio d’Australia, dovesse il dispositivo di variazione della convergenza essere utilizzato nel corso del week end.

“Non abbiamo compreso ancora appieno i benefici però siamo dell’avviso che vi siano dubbi leciti in merito alla legalità”, ha commentato Adrian Newey, parole riportate da Auto Motor und Sport, sulle quali si innestano le valutazioni di Helmut Marko: “Per noi il DAS non rispetta le regole e protesteremo quando Mercedes utilizzerà il sistema a Melbourne”.

Tempi ed effetti

Una protesta che può essere avanzata sin dalle verifiche tecniche del giovedì, come anche al termine del Gran Premio, evidentemente con differenze sensibili negli effetti: una protesta ufficiale al giovedì potrebbe suggerire a Mercedes il rinvio dell’utilizzo del DAS, mentre procedere al termine del GP porrebbe potenzialmente a rischio il risultato ottenuto in pista.

Il per nulla trascurabile dettaglio, punto di forza sul quale può fare affidamento il team di Toto Wolff, è il giudizio favorevole rilasciato dalla FIA nei mesi scorsi.

Ccondotti dei freni posteriori, si cambia

Dal giudizio sul DAS, situazione da seguire nel suo sviluppo nei prossimi giorni, a una modifica consolidata, frutto di una direttiva tecnica della FIA, sollecitata da un chiarimento avanzato da Red Bull, relativa alla progettazione degli elementi strutturali della sospensione posteriore, segnatamente il disegno del triangolo superiore nel raccordo con il portamozzo.

È un’area nella quale, ai tradizionali condotti di raffreddamento dei freni, Mercedes ha abbinato un ulteriore condotto, di forma triangolare, nella zona di raccordo tra triangolo superiore della sospensione e portamozzo. L’effetto del condotto, nel 2019, venne specificato essere relativo al raffreddamento della zona tra cestello dei freni e cerchio. Allora si ritenne legale.

La direttiva della Federazione è intervenuta per vietare l’utilizzo di qualsiasi condotto d’aria in una zona al di fuori dei 16 centimetri di distanza dal centro ruota. Mercedes dovrà correre a Melbourne con una soluzione modificata, che non alimenti il flusso d’aria verso il complesso cerchio-freno dal condotto “bandito”: potrà chiudere l’apertura o vanificarne l’effetto, dal Vietnam dovrà dotarsi di un disegno conforme alla direttiva tecnica.

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