Controllare la diffusione del contagio, ridurre il numero di persone che ogni singolo soggetto colpito dal virus Sars-Cov-2 può infettare, poi, procedere verso una “riapertura” progressiva, eliminare i vincoli agli spostamenti attualmente in atto. Infine, tornare alla normalità, anche di grandi assembramenti di persone in eventi pubblico, in sicurezza.

Attesa necessaria

Una sintetica procedura di "navigazione" nel mare agitato dal coronavirus, passaggi sui quali, dire delle tempistiche per singolo Paese è quantomeno azzardato, figurarsi immaginare di dover coordinare decine di differenti realtà e provare a immaginare un calendario di Formula 1.

L’attesa è l’unica strategia possibile. Se in Canada la prospettiva che gli organizzatori si sono dati per dichiarare la fattibilità o meno del Gran Premio nella data originariamente prevista, del 14 giugno prossimo, è tra Pasqua e l’1 maggio, a Silverstone annunciano una simile scadenza.

È vero come i circuiti permanenti abbiano minori vincoli legati ai tempi necessari per approntare l’evento, il GP di Formula 1, rispetto a tracciati cittadini per i quali sono necessari tra i 2 e 3 mesi di tempo affinché le strade della quotidianità si trasformino in circuito. È altrettanto chiaro, però, come vi siano limiti “esterni”, più generali, da prendere in considerazione. A partire dal controllo e limitazioni dettate dall’emergenza coronavirus nei singoli Paesi.

Fine aprile il tempo limite 

Il Regno Unito, come altri Stati europei, sempre più segue la linea italiana di chiusura, sebbene ancora non con pari rigore sulle limitazioni agli spostamenti. L’autorità sportiva nazionale ha cancellato ogni evento del motorsport fino al 30 giugno. Poi c’è Silverstone, chiamata a decidere la fattibilità della gara nel week end del 17 luglio: meno di tre mesi e mezzo a oggi.

Il torneo di Wimbledon, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, ha alzato bandiera bianca, da Silverstone gli organizzatori dicono: “Comprendiamo bene come altri eventi sportivi nel Regno Unito, previsti a luglio, abbiamo preso decisioni relativamente ai propri eventi, però è importante evidenziare come le loro esigenze logistiche e le loro organizzazioni sportive siano diverse da quelle di Silverstone.

Perciò, la nostra tabella di marcia ci dà fino al termine di aprile per assumere una decisione definitiva. La sicurezza dei nostri tifosi, colleghi e della comunità della Formula 1 saranno la priorità e continueremo a interagire con le autorità competenti”.

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