Lo stop forzato dall’attività, industriale e sportiva, dettato dalla pandemia di coronavirus, si traduce nei primi, difficili, provvedimenti di taglio dei costi da parte delle squadre di Formula 1. McLaren è la prima a confermare d’aver messo in aspettativa, per un periodo iniziale di 3 mesi, parte dello staff di McLaren Racing.

Quanti proseguiranno nell’attività in fabbrica, al momento le operazioni legate alla F1 sono in una fase di stop per il periodo di ‘chiusura estiva anticipata’, vedranno lo stipendio ridursi nei prossimi tre mesi.

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È l’altro volto, drammatico, della pandemia, i riflessi sull’economia che accompagneranno, nella migliore delle ipotesi, i prossimi mesi. McLaren ha commentato segnalando come le misure attuate facciano parte di un più ampio piano di taglio dei costi a seguito dello scenario sviluppatosi dal coronavirus. Nessuna attività in pista non vuol dire "solo" mancati proventi per F1 Group dai diritti pagati dai promoters e girati alle squadre, in prospettiva futura. Vuol dire anche rivedere le sponsorizzazioni e l'apporto economico a esse legato.

Norris e Sainz si riducono l'ingaggio

Da registrare, in questa fase decisa da McLaren, il contributo al sacrificio chiesto ai dipendenti da parte del management e dei piloti, con Sainz e Norris a decidere volontariamente una riduzione percentuale dell’ingaggio pari a quella che subirà lo staff, da Zak Brown in giù. 

“Queste misure sono mirate a tutelare i posti di lavoro nel breve periodo, per assicurare che i nostri dipendenti tornino a lavorare a tempo pieno non appena ci sarà un recupero dell’economia”, chiarisce una nota del team.

McLaren che conta svariate ramificazioni, non solo McLaren Racing, divisione corse, ma anche McLaren Automotive e McLaren Applied Technologies, circa 3.700 dipendenti dei quali 850 operativi nell’area corse.

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