Del contributo della Formula 1 alla lotta contro il coronavirus si è detto sotto forma del Project Pitlane nel Regno Unito. In Italia, FCA e Ferrari operano a supporto di Siare Engineering, specialisti in dispositivi elettromedicali. C’è, poi, il contributo Pirelli e la raccolta di oltre 700 mila euro, 440 mila dei quali destinati all’Ospedale Sacco di Milano – 220 mila euro raccolti tra i dipendenti, 220 mila versati dall’azienda –.

Uomo “simbolo” di Pirelli in Formula 1, Mario Isola. Dell’attività dell’ingegnere milanese, volontario alla guida delle ambulanze, un impegno lungo 30 anni, si è raccontato in passato. Isola, intervistato dal Sun, ha spiegato le difficoltà dell’attuale momento, lui tornato a offrire il proprio contributo la scorsa settimana, dopo aver osservato la fase di quarantena di rientro dall'Australia.

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Il racconto dalla prima linea

Un contatto con la realtà “dal fronte”, dell’assistenza e trasporto dei casi più gravi di contagiati presso le strutture sanitarie. “Ho parlato con molti colleghi, siamo una comunità, abbiamo una chat e condividiamo quel che accade. Dicono come la cosa peggiore sia, sebbene tu sia abitualmente viva situazioni molto difficile, l’impatto sull’aspetto psicologico.

La parte più difficile del lavoro adesso è non poter trasportare nessun parente del paziente in ambulanza verso l’ospedale. Solitamente prendi chiunque della famiglia sia disponibile, perché è importante avere il supporto. In questi giorni è vietato per evitare ulteriori contatti.

A volte, con pazienti in gravi condizioni, dobbiamo dire loro scusate ma non potete venire. Capiscono che potrebbe essere l’ultima volta che vedono i loro parenti vivi ed è qualcosa di molto difficile anche sul nostro personale”.

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L'impegno per i più deboli

C’è, poi, l’altro dramma dettato dal coronavirus, delle difficoltà economiche per molti e la necessità di assistenza al di là dell’aspetto sanitario. Con Croce Viola Milano impegnata in una raccolta fondi da destinare alle fasce più fragili della società, “stiamo provando a raccogliere del denaro per le persone bisognose, è un’emergenza sociale. Possono essere persone che vivono nella nostra zona, anziani che non possono avere le loro pensioni, o chi non ha denaro per arrivare a fine mese”, spiega Isola.

Aiuti fondamentali, tante le iniziative di sostegno in questa fase di emergenza. Nel Regno Unito, poi, uno dei grandi nomi della F1 che è stata, Ron Dennis, ha donato 1 milione di sterline - attraverso la propria fondazione, DreamChasing - per garantire ai lavoratori del servizio sanitario nazionale un milione di pasti nei prossimi tre mesi. 

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