C’è una Formula 1 che può essere padrona del proprio destino e, un’altra, costretta a seguire gli eventi, l’evolversi della pandemia di Covid-19 e provare a organizzare un campionato se e quando sarà possibile farlo.

La Formula 1 che decide il proprio futuro è una categoria chiamata a esaminare nuove soglie al limite di spesa, da introdurre dal 2021.

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Sono note le posizioni: McLaren, soprattutto, cavalca le istanze delle squadre più piccole, vuole un sostanziale taglio a 100 milioni di dollari a stagione, da una soglia di 150 milioni di fatto concordata anche con i big. Poi ci sono i top team, che altri, cospicui, tagli non ritengono siano attualbili.

Un singolo budget cap non è la risposta

E Mattia Binotto, intervistato da Sky Sports UK, ha approfondito il punto delle trattative in corso, arrivando a parlare di “diversi livelli di budget cap”. Della sopravvivenza dei team, ovviamente, si è discusso e, in tempi di crisi e prospettive di recessione dell’economia globale dettata dalla pandemia, la Formula 1 è chiaro non resterà immune. “Siamo assolutamente consapevoli delle difficoltà di alcune squadre, dobbiamo risolvere in qualche modo il tema dei costi in futuro.

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Stiamo discutendo con FIA, F1 e le altre squadre una riduzione del budget cap. Non dobbiamo dimenticare come abbiamo strutture differenti, risorse diverse; ci sono squadre che sono, come la Ferrari e altri top team, dei costruttori.

Progettiamo, sviluppiamo, omologhiamo e produciamo ogni singolo componente della macchina. I team clienti, che acquistano i componenti, non hanno uguali strutture. Quando discutiamo di budget cap non dobbiamo dimenticare come abbiamo scenari differenti ed è importante che troviamo un terreno comune, adatto a diverse situazioni e, forse, la risposta non è in un singolo budget cap, uguale per tutti i team”.

Decisioni razionali

È la linea della discussione, che dovrà portare a scelte che non siano figlie del momento: “È stato un incontro costruttivo e positivo, sono richieste ancora delle analisi per assumere la giusta decisione, dobbiamo evitare di essere emotivi al momento, sappiamo che affrontiamo una situazione difficile ma in qualche modo dobbiamo mantenere il dna della Formula 1, che è la competizione. È importante guardare tutti i dettagli e assumere una decisione razionale che prenda in considerazione tutto”.

F1 lavora per al miglior campionato possibile

La Formula 1 che, invece, il proprio futuro nel brevissimo termine non può fare altro che deciderlo sull’evolversi della pandemia, prova a districarsi tra mille incognite per strutturare un calendario di appuntamenti. Binotto, in merito, ha aggiunto: “La Formula 1 sta provando a organizzare, lasciami dire, il miglior campionato possibile in questa stagione, eventualmente iniziando a inizio luglio se possibile ma al momento non c’è nessuna conferma. Penso che entro fine maggio avremo un quadro più chiaro.

È nell’interesse di tutti iniziare a correre quando sarà possibile e disputare più gare possibili, però al momento è troppo presto per avere un quadro chiaro di quello che sarà il futuro”. La flessibilità è la parola d’ordine, di fatto messa nero su bianco con il regolamento sportivo 2020 aggiornato, che dà a FIA e F1 margini totali di discrezionalità nello stilare il calendario.

Le ipotesi emerse in queste settimane sono le più disparate, dal format di gara ridotto su 2 giorni per inserire il maggior numero di gare possibile, anche in stretta sequenza ogni 7 giorni, fino all’opzione di disputare più gare su uno stesso circuito. Binotto spiega: “Sappiamo dai regolamenti sportivi che per avere un mondiale servono almeno 8 gare, però tutti stanno provando a organizzarne un numero superiore. Penso che sarà importante, da parte nostra, essere flessibili.

Sono piuttosto sicuro che Chase e le squadre saranno in grado di mettere insieme il miglior campionato possibile. Da parte nostra, siamo pronti a qualsiasi cosa serva, che siano week end di gara accorciati, gare doppie, quando si concluderà o compattare le gare.

È importante essere flessibili e assicurarci di poter avere anche per i tifosi delle belle gare”.

Oltre l'interesse personale Ferrari

Disponibilità della Ferrari espressa nel supporto al rinvio dell’entrata in vigore del regolamento tecnico 2021, 12 mesi in avanti, per proseguire con i progetti 2020 e la possibilità di sviluppi contingentati, da un numero di gettoni. Se ne parlerà ancora. Una scelta, congelare lo sviluppo, che – visti i valori emersi nei test – non sembrerebbe certo deporre in favore della Rossa: “Penso fosse la decisione giusta da prendere, doveva essere una decisione responsabile vista la situazione d’emergenza che stiamo vivendo. Penso che non si debba agire nell’interesse di un singolo team ma guardare alla situazione complessiva. I tempi sarebbero diventati molto stretti per sviluppare le monoposto 2021, alla fine è stata la scelta giusta.

Sì, forse non sarà favorevole alla Ferrari, però siamo gente a cui piace la sfida, migliorarsi rispetto al passato, ci saranno momenti nei quali, anche se saranno difficili, potremo recuperare e diventare più forti”.

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