Con un budget cap finalmente delineato, una struttura di Enstone rimessa faticosamente in piedi con investimenti in tecnici e risorse negli ultimi anni - pur restando al di sotto delle strutture di Ferrari, Red Bull e Mercedes - con un azzeramento regolamentare in arrivo nel 2022, pensare un’uscita dalla Formula 1 di Renault sotto la pressione degli effetti della pandemia è quantomeno affrettato. Rumours finiti sotto il radar.

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Come sono da registrare le indicazioni raccolte in Francia da Auto Hebdo, secondo il giornale tra la scuderia diretta da Abiteboul e Fernando Alonso i contatti sono stati costanti dopo l’uscita dalla Formula 1 del campione spagnolo e l’interesse a una nuova unione è concreto.

L’ultima volta accadde tra il 2008 e il 2009, dopo il disastroso 2007 in McLaren. Prima dei movimenti di mercato attivati dalla decisione di Vettel e della Ferrari, con il passaggio di Sainz a Maranello e di Ricciardo in McLaren, di un ritorno di Alonso in Formula 1 se ne discuteva con i tratti del “magari fosse vero”. E la fattibilità passava proprio dall'unica porta verosimile, accasarsi in Renault se fosse stato possibile.

L’ipotesi prende quota con il sedile liberato dalla partenza di Ricciardo, restano tuttavia degli interrogativi di non poco conto.

Quali garanzie?

La logica di un ritorno di Alonso in F1 non può ridursi a una presenza numerica, c’è la necessità di essere competitivo. La Renault del 2021 non potrà garantire quest’ambizione, al più potrà candidarsi a essere outsider nel 2022 della nuova era tecnica, sulla quale Abiteboul ha più volte posto l’accento, per dire quanto a Enstone abbiano scommesso per colmare il gap dagli attuali top team.

L'alternative a un ingaggio di Fernando Alonso per la Renault è all'insegna della logica di un impegno low-cost, affidandosi a un rookie del programma giovani accanto alla figura di Esteban Ocon, il cui contratto copre il biennio 2020-2021.

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