Slitta a giugno la presentazione del calendario del mondiale 2020, con il punto di domanda più grande che segue le due gare previste a Silverstone.

Fino a 19 gran premi, nell’idea più ottimistica avanzata dalla F1, decisamente meno secondo Helmut Marko: “Immagino avremo tra le 10 e le 15 gare, posto che le due gare inaugurali in Austria possano essere svolte come programmato. Sarebbe un numero assolutamente degno per un campionato del mondo, richiederà però molta flessibilità da tutti quanti sono coinvolti”.

Tost, in Austria affidabilità cruciale per riprendere il ritmo

Nella stragrande maggioranza saranno gare corse a porte chiuse e, nel caso del GP d’Austria al Red Bull Ring, avremo un test dell'inedito cordone di sicurezza strutturato dalla FIA e dal promoter per garantire l’isolamento degli addetti ai lavori dal mondo esterno al paddock.

Protocollo di sicurezza, aspettando il sì del governo

Un progetto di gestione dell’evento sottoposto al governo austriaco, sul quale nei prossimi giorni arriverà il semaforo verde o eventuali correttivi da apportare: “Il progetto di sicurezza per organizzare il Gran Premio d’Austria il 5 luglio al Red Bull Ring è stato inviato. Contiene tutte le misure e precauzioni legate alla sicurezza e il loro controllo, molteplici punti di verifica lungo la via e cose del genere. Il concept dovrebbe comprendere tutte le richieste del governo, abbiamo preso in considerazione tutti i requisiti noti.

Al momento è stato sottoposto prevedendo l’assenza di pubblico, però se dovessero le cose continuare a svilupparsi così positivamente, perché no? Sarebbe fantastico per Max, 30 mila olandesi sarebbero anche un grande, grande fattore sotto il punto finanziario”, spiega Marko in un’intervista a OE24.

L'editoriale del Direttore: Sainz, per aprire un ciclo

Più una suggestione che una reale possibilità, quella di gareggiare a Spielberg “come se nulla fosse”, con i tifosi sulle tribune.

La Formula 1 affronta un esordio-bis, dopo quello mancato in Australia, a causa del primo caso di positività al virus Sars-Cov2 nel box McLaren, con una preparazione diversa e interventi mirati qualora dovesse ripetersi un simile scenario: “Sono state predisposte stazioni di isolamento nel caso dovesse essere rilevato un positivo e verrebbero testati nuovamente i componenti della squadra. Così, tutto il possibile è stato fatto per prevenire ulteriori contagi.

Tutto ciò che riguarda la Formula 1 è pagato dalla FOM, i commissari eccetera dal progetto Spielberg”, chiarisce Marko.