Essere Ferrari, ma anche essere Piero. Cosa non facile, per un ragazzetto nato da una relazione extra coniugale in un'epoca in cui certe cose facevano ancora un certo scalpore. Sopratutto se tuo padre non è un tipo qualunque, ma è Enzo Ferrari. Un'immagine tanto ingombrante quanto pericolosa, per un figlio che potrebbe soffrire nella creazione della sua personalità all'ombra di uno dei miti italiani del Novecento.

Piero Ferrari sul futuro del Cavallino

Un uomo discreto

Invece Piero Ferrari ha fatto la sua strada. Con un'immagine pubblica garbata, elegante e discreta. Non ha mai alzato la voce, pur riuscendo a crearsi una sua figura, non rinnegando il sangue ma costruendosi da solo, facendo spalle larghe laddove ce ne sia stato bisogno, restando l'anello di congiunzione tra la vecchia Ferrari del Drake e quella attuale, in mano alla famiglia Agnelli, con un 10% rimasto a lui, che è materialmente tutto ciò che ha della creatura costruita ed allevata da suo padre. 

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Una vita con la Ferrari

Potremmo parlare di un privilegiato, e per certi versi Piero lo è. E' nato sotto il segno del Cavallino Rampante, ricevendo l'educazione di un uomo fuori dal comune. Ma al tempo stesso essere Piero non è stato facile. Sentirsi il responsabile della gelosia del fratellastro Dino prima e di Laura poi, moglie del Drake e madre di Dino, senza praticamente averne colpa, ed il poter avvicinare il padre per tanto tempo solo in privato semplice non è stato.

Dino, il primogenito di Enzo, un ragazzo che sembrava destinato ad una folgorante carriera da ingegnere prima che la distrofia muscolare se lo portasse via a soli 24 anni. Tempo e cure che Enzo ebbe da rivolgere allo sfortunato Dino, togliendole a Piero, uno che però non ha mai avuto alcunché da ridire. Mostrando carattere ed anche un'intelligenza sopraffina nell'intuire, seppur giovanissimo, la stranissima situazione in cui stava crescendo. Stesso discorso quando, in preda alle sue crisi, Laura non voleva vedere tra gli stabilimenti di Maranello Piero, che dopo il diploma tecnico con indirizzo meccanico fece il suo ingresso in Ferrari con i primi ruoli.

Dal suo punto di vista, Laura era gelosa di Piero perché era lui l'erede di tutto ciò che secondo lei sarebbe spettato a Dino. Ma per Piero Lardi (fu registrato con il nome della madre, Lina, potendo mettere "Ferrari" al suo cognome solo dopo il '75, quando grazie ad una legge poté ricevere il cognome paterno) anche questo non fu un problema, accettando con molta intelligenza e pazienza anche il fatto che suo padre si rivolgesse a lui con toni paterni solo in presenza di ristrettissimi collaboratori.

Piero venne eletto nel consiglio di amministrazione della Ferrari a 24 anni, nel 1969, ed ha proseguito la sua carriera sempre in seno al Cavallino Rampante, ricoprendo sempre incarichi dirigenziali pur mettendo la firma anche in altri ruoli, tra Piaggio e CSAI. Oggi è vice presidente ed amministratore non esecutivo della Ferrari.

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Enzo, suo padre

Era il 22 maggio 1945 quando Piero vedeva la luce, nella prima Santa Giulia del dopoguerra. In questi suoi 75 anni, Piero ha saputo ritagliarsi un suo spazio, sempre all'insegna della serietà. Ha avuto l'onore di accompagnare il padre fino ai suoi ultimi giorni di vita, un aspetto che al di là di tutto lo rende uguale a tanti altri uomini che come lui sono stati vicini ai genitori nei loro ultimi giorni di vita. Perché Enzo Ferrari per lui, era prima di tutto Enzo. Un papà che, pur in un'infanzia ed un'adolescenza particolari, non gli ha mai fatto mancare il suo amore.

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