Anziché guadagnare nitidezza e prospettiva certa, la seconda parte del calendario di Formula 1, il dopo-Monza, si arricchisce di ulteriori opzioni. Le candidature del Mugello, di Imola, fino a Portimao e Hockenheim, sono sul campo per estendere la stagione europea, dopo le defezioni di Baku, Singapore e Suzuka.

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Ross Brawn ha indicato in 5-6 Gran Premi quelli che si disputeranno dopo Monza e prima di Abu Dhabi, finale di stagione a metà dicembre. Resta da capire cosa accadrà con Interlagos, altro appuntamento ad alto rischio osservando l’attuale scenario legato alla pandemia di coronavirus.

Detto come l’ipotesi di un secondo Gran Premio in Bahrain rientri nel novero di opzioni, anche la Cina si ritrova con una proposta avanzata da F1 Group e alla quale dare risposta: disputare due Gran Premi a Shanghai, prima gara rinviata lo scorso inverno, all’alba della pandemia di coronavirus.

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Per una Formula 1 che rinuncia a un’ampia fetta di trasferta asiatica, gareggiare in due week end consecutivi in Cina avrebbe il supporto della logica dei costi da sostenere per volare in Asia prima del trasferimento nel Golfo.

Tanto più avrebbe senso se quell’idea di poter tornare ad aprire al pubblico in coda al campionato si concretizzerà davvero, cambiando di riflesso le condizioni economiche alle quali organizzare il Gran Premio.

Opzione al vaglio del promoter

Il direttore dello Shanghai Sports Bureau, nel corso di un’intervista radiofonica, ha spiegato sull’ipotesi di due gare nel giro di 7 giorni: “Non è stata presa ancora una decisione, è stata proposta dalla FOM. La Formula 1 ha annunciato che riprenderà con 8 gare europee, senza alcun appuntamento in Asia. L’evento originariamente in programma è stato rinviato nella seconda metà dell’anno. Durante le trattative, la FOM ha chiesto se potessimo ospitare due gare a Shanghai, non si è ancora deciso e dipenderà dalla situazione legata alla pandemia”, le parole di Xu Bin.

Un quadro imprevedibile con un orizzonte temporale così ampio, di 4-5 mesi. L’attualità, in Cina, dice ancora di focolai circoscritti, gli ultimi rilevati a Pechino, a segnalare una situazione più che mai di convivenza con il virus, dopo molte settimane nelle quali i contagi ufficialmente comunicati dalle autorità cinesi risultavano essersi azzerati.