La testa è bassa. Cammina da solo Sebastian Vettel, ancora con il casco indosso per ragiungere il paddock. Questa è l'immagine delle prime qualifiche dell'ultima stagione del tedesco alla Ferrari. Non inizia per nulla bene il suo Mondiale 2020, inutile far finta di nulla. Dopo la dura verità di binotto sulla scelta di non proporgli alcun rinnovo, Seb deve incassare anche l'amarezza di una qualifica disastrosa, finita in Q2 e con l'11° tempo che lo farà partire in griglia dalla sesta fila. Al contarrio di Leclerc, lento anche lui ma che domani partirà settimo

Non da lui, non da quel Seb che tutti i tifosi di Maranello continuano a difendere visto come è stato messo alla porta dalla Rossa e la signorilità che sta dimostrando nonostante il difficilissimo momento. E infatti per trovare una simile disfatta bisogna tornare indietro di ben sei anni, al 2014 quando cadde nello stesso errore nel Gp di Russia. 

Troppo sovrasterzo

Purtroppo l'errore nell'ultimo giro lanciato, unito al solito caos degli ultimi secondi della seconda sessione di qualifica, ha lasciato una grande amarezza in Vettel: Ovviamente è una sorpresa. Pensavamo di avere qualcosa di più in tasca. Probabilmente gli altri sono andati in modo più conservativo nelle prove rispetto a noi. Non sono stato contento dell’auto. Avevamo più sovrasterzo nell’ingresso di curva rispetto a quello che piace a me. Domani in gara la partita sarà diversa e molto più lunga. Avremo anche condizioni di pista differenti.

Non sono molto contento della SF1000 - ha aggiunto il pilota Ferrari ai microfoni di Sky -. In configurazione da gara la macchina credo sia un po’ meglio e saremo lì, cercheremo di giocarci le nostre carte. Sul passo gara siamo vicini alla Racing Point e più veloci della McLaren“.