Dal sistema di raffreddamento del 2019 al rumore elettrico. Il Gran Premio d’Austria ha esposto un punto debole della Mercedes W11, di altra portata rispetto alle difficoltà della power unit in presenza di elevate temperature ambientali e ridotte possibilità di raffreddamento, come avvenne lo scorso anno – pure tamponate dopo la scoperta in Austria –.

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Toto Wolff a fine gara ha indicato correttivi in arrivo per il Gran Premio di Stiria, sempre Red Bull Ring ovviamente. E Andrew Shovlin, responsabile dell'ingegneria in pista, approfondisce nel dettaglio quello che è stato il problema principale e come non ci siano soluzioni definitive a breve, ma solo la possibilità di provare ad arginare il rischio.

Avvisaglie dal venerdì

Mercedes è andata in gara sapendo di dover gestire a un certo punto il rischio di un cedimento dei sensori del cambio, con Shovlin a svelare: Al venerdì avete visto come Valtteri abbia avuto un problema sul finire di una delle sessioni, è stato il primo segnale che avevamo un problema. Nel corso della giornata di sabato sono stati ricorrenti e in gara ce li aspettavamo, perché sembrerebbe si tratti di una caratteristica del modello.

Al momento, se assembliamo la macchina e giriamo, questo problema emergerà di nuovo a un certo punto, si tratta solo di capire quando.

Non si manifesta come una singola cosa, sono cose collegate, fondamentalmente è un incremento di rumore elettrico che inizia a interferire con vari sistemi. Con Valtteri abbiamo visto cha a metà gara è progressivamente peggiorato, con Lewis è emerso dopo. È rumore elettrico che comporta un impatto su molte cose diverse”, commenta al podcast F1 Nation.

Il fattore meteo e la pista

Se i cordoli, uno dei maggiori fattori di stress per le vibrazioni generate, resteranno un elemento immodificabile del Red Bull Ring, in aiuto di Mercedes – e di molte squadre – potrebbe arrivare il meteo, viste le indicazioni che, al momento, confermano un sabato a rischio pioggia ma, soprattutto, una gara con quasi 10° C in meno rispetto ai 30° C registrati domenica scorsa.

Quello in Austria è davvero un circuito orribile per le macchine, solitamente inizi la stagione in posti come Melbourne, un circuito nel quale è molto difficile superare, quando è così puoi permetterti di gestire la macchina e gli altri non passeranno.

Questo è un circuito sul quale è piuttosto semplice superare, quindi se non utilizzi i cordoli, se non spingi a fondo, sei a rischio. È uno dei fattori, i cordoli in sé sono molto, molto violenti e passi molto tempo sul giro a utilizzarli. Per noi è stato un problema e non ha aiutato nemmeno la temperatura di quasi 30° C, l’aria un po’ rarefatta, fa caldo e non c’è molto raffreddamento come solitamente abbiamo, tutte le temperature in macchina sono elevate.

Ogni anno è una gara che logora e averla come prima, poi ripeterla in sequenza, pensiamo di poter fare alcuni progressi per migliorare parte dei nostri problemi, altri però non miglioreranno. Per molta gente arriverà un’altra dose ed è una corsa contro il tempo per provare a compiere un passo avanti sulle difficoltà avute”.

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