C’è del paradossale nella gestione della vicenda DAS. Tanto più pensando in chiave contenimento costi, battaglia portata avanti nei mesi di confinamento causa coronavirus. Il dispositivo Mercedes è legale, merito ai tecnici a Brackley per l’intuizione. Una posizione confermata dai commissari del GP d’Austria a seguito della protesta avanzata venerdì scorso da Red Bull.

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Però, lo stesso DAS sarà illegale dal 2021, con la "chiusura" della norma che vincola i movimenti ammessi del volante, sfruttata per introdurre un ulteriore grado di movimento - sull'asse longitudinale - per arrivare la variazione di convergenza anteriore.

L’utilizzo fatto da Mercedes del sistema durante il week end di gara ha cercato la preparazione ottimale della gomma, generare temperatura e averla “pronta” nel giro di qualifica come alla ripartenza dopo una fase di safety car. Il vantaggio tecnico esiste, altrimenti non starebbe là dov’è. E se i tuoi avversari si trovano in una condizione di vantaggio, scatta la necessità della rincorsa.

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Zona grigia da sfruttare

Red Bull, con la protesta formale avanzata a Spielberg, ha avuto un quadro dettagliato della visione della FIA sulla materia e lavora per sviluppare il proprio Dual Axis Steering. Ricerca, sviluppo e investimenti. Per un sistema dalla sorte già segnata. 

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Christian Horner, lunedì dopo il Gran Premio, ha commentato: “A nostro avviso si tratta di una zona grigia del regolamento. Mercedes ha avanzato la tesi che il DAS fa parte del sistema di sterzo, noi abbiamo rilevato che in questa forma è parte della sospensione. In definitiva, serve a scaldare le gomme.

Il delegato tecnico era presente all’audizione a Spielberg, per la tempistica della protesta, al venerdì, la materia non ha più avuto ricadute sul resto del weekend. Volevamo assolutamente un chiarimento prima che iniziassimo la gara.

Abbiamo investito molte risorse, forse stiamo cercando una soluzione ancor più estrema ora che sappiamo è permesso”.