Gp 70° anniversario: l'opportunità delle gomme morbide

Gp 70° anniversario: l'opportunità delle gomme morbide© Getty Images

Sette giorni dopo è di nuovo Silverstone, con una diversa tipologia di gomme: verso i due pit-stop in gara

Matteo Novembrini

6 agosto 2020

Silverstone, 70 anni dopo. In questo anno sciagurato, almeno nella forma, la F1 celebra i suoi primi 70 anni regalando a se stessa la titolazione di una gara, nella fattispecie la seconda sulla pista dove tutto cominciò. Senza pubblico, nel silenzio. Ma di questi tempi è il massimo che si possa fare.

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Qualcuno ferma la Mercedes?

Il massimo che invece possono fare gli altri, per esempio, è mettersi lì e sperare. Augurarsi magari che quelle forature possano capitare qualche giro prima, perché altrimenti questa Mercedes non si batte. Merito di una macchina, e di un motore, che rispetto allo scorso anno sono incredibilmente riusciti a fare un salto in avanti pazzesco considerando la base di partenza, già micidiale. Basta dare uno sguardo ai distacchi in qualifica: tra la prima delle Mercedes ed il primo degli inseguitori ci sono stati 538 millesimi al Gp d'Austria, 1”216 in quello di Stiria, 0”930 a Budapest ed altri 1”022 in Inghilterra. Distacchi abissali, chiari e senza appello, frutto di una mappatura molto spinta che i motorizzati Mercedes devono guardarsi bene dall'utilizzare anche in gara. Ma anche in corsa, comunque, contro le W11 non c'è storia. E fa quasi sorridere pensare che con queste prestazioni le Mercedes abbiano portato a casa solo una doppietta su quattro. Per dare un po' di pepe a questo mondiale servirebbe una lotta intestina che però ha tutta l'impressione di essere già decisa: sebbene Bottas abbia provato a fare del suo meglio, lo sfortunato fine settimana del Northamptonshire rischia di averlo definitivamente demoralizzato, con un -30 che è francamente eccessivo viste le prestazioni delle prime quattro gare. Un colpo da ko che potrebbe mettere al tappeto anche al più grintoso dei piloti.

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Vettela parte, a Maranello sarebbero già contenti di replicare risultato e prestazioni del primo fine settimana inglese anche per il Gp del 70°anniversario. Non una questione di rassegnazione, ma di lucidità: con la SF1000 che è un'arma (molto) spuntata, pretendere di più da una pista come Silverstone sarebbe decisamente eccessivo. C'è sempre il discorso delle opportunità, dei colpi di scena, delle safety car al momento giusto, e ovviamente quelle sarebbero opportunità da cogliere, sognando il colpaccio. Ma in una corsa lineare, su una pista che appena sette giorni prima aveva visto un divario di 44”in poco più di 30 giri (cioè da quando è rientrata la seconda safety car a quando Hamilton ha forato), è utopistico pensare di essere più forti. Magari arriverà qualche pezzo nuovo, e questo potrebbe aiutare per garantirsi un po' di carico in più. Perché se le mescole saranno più morbide, è vero che da un lato garantiranno più aderenza, ma saranno anche più facili all'usura, e questo potrebbe costringere i due piloti a dover correre gestendo ancora di più, se verranno fatte le stesse scelte in termini di assetto. Il vero obbiettivo per il Cavallino sarebbe quello di confermarsi con Leclerc e di aiutare Vettel a risalire la china, per vivere un week-end più tranquillo e più soddisfacente. Serve anche il tedesco per la lotta al Costruttori, nel quale la Ferrari è quarta, con appena un punto in più della Racing Point, 8 in meno della McLaren e 35 di ritardo dalla Red Bull (il distacco dalla Mercedes non lo stiamo neanche a dire). Servono due piloti in forma anche per la classifica a squadre, perché qualche milioncino in più fa sempre comodo.

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L'incognita gomme: verso i due pit-stop?

Le vere protagoniste del fine settimana potrebbero essere loro, le gomme. Una in particolare, l'anteriore sinistra. Al momento di scrivere non ci sono dietrofront ufficiali da parte della Pirelli, che quindi si presenterà a Silverstone con la C2, la C3 e la C4. La C2, che domenica scorsa era la media, diventerà la dura, così come la C3, morbida una settimana fa, avrà il ruolo della mescola intermedia. Grattacapi mica da ridere per gli ingegneri, che pur ritrovandosi alle prese con la stessa pista dovranno fare molta attenzione ai dati del venerdì. Cambiare tipologia di pneumatici (e di pressioni degli stessi, aumentate di 2 psi all'anteriore e di 1 psi al posteriore) potrebbe comportare regolazioni diverse sulle monoposto, anche in funzione di una strategia di gara differente, dal momento che sembrano scontate le due soste. Lontani i tempi delle Pirelli che duravano 10 giri, ma accontentiamoci di avere un minimo di imprevedibilità in più.

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