Dopo Renault, anche Ferrari e Racing Point ritirano i rispettivi ricorsi depositati presso la Corte Internazionale d’Appello, contro la decisione assunta il 7 agosto scorso, in merito alla vicenda del design delle prese dei freni della Racing Point RP20.

E se per il team di Stroll è un dover pagare la multa di 400 mila euro e accettare i 15 punti di penalizzazione nella classifica del mondiale Costruttori, per Ferrari e Renault in ballo c’era la trasparenza sul futuro in materia di diritti di proprietà intellettuale.

Posizioni che cambiano alla luce di modifiche ai regolamenti 2021, da scoprire nella loro portata e puntualizzazioni, che siano sulle Listed Parts e altri punti delle norme tecniche.

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Ferrari, bene le modifiche decise

“La Scuderia Ferrari Mission Winnow rende noto di aver notificato alla International Court of Appeal la decisione di ritirare l’appello classificato Case ICA-2020-01-02-03-04.

Nelle scorse settimane la collaborazione fra la FIA, la Formula 1 e le squadre ha prodotto una serie di atti – modifiche ai Regolamenti Tecnico e Sportivo 2021, approvati dalla F1 Commission e dal FIA World Motor Sport Council, e Direttive Tecniche – che chiariscono le responsabilità di ogni partecipante al Campionato nella progettazione delle componenti di una monoposto e implementano specifiche modalità di monitoraggio per far sì che tanto la lettera quanto lo spirito dei Regolamenti siano pienamente rispettati.

La Scuderia esprime il proprio apprezzamento per la tempestività con cui la FIA e la Formula 1 hanno affrontato efficacemente un aspetto fondamentale del DNA di questo sport così competitivo”, si legge nella nota diffusa dalla Ferrari.

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Una posizione ufficializzata dopo che Mattia Binotto, venerdì scorso, sul ricorso depositato spiegava come “stiamo chiedendo chiarimenti alla FIA soprattutto per il futuro, sull’anno prossimo. Pensiamo che copiare un’intera vettura non sia una cosa corretta, dal nostro punto di vista e del regolamento che lo proibirebbe; è un tema di proprietà intellettuale, nemmeno nel mondo dell’industria si copia da un prodotto all’altro.

Pensiamo la proprietà intellettuale sia una cosa importante, cerchiamo questi chiarimenti in vista dell’anno prossimo, se ci saranno siamo pronti a ritirare l’appello. Se fossi stato in Mercedes avrei protestato contro qualcuno che mi copia”.

Racing Point "pulita" nell'immagine

Sul versante opposto, di una Racing Point a contestare la decisione dei commissari, è singolare l’interpretazione fornita, che sottolinea e “salva” l’onore – “non abbiamo infranto deliberatamente le norme” – ma non sposta i valori della multa e penalizzazione in punti.

Accogliamo la decisione concordata tra le squadre e siamo lieti che la FIA abbia fornito un chiarimento particolarmente necessario circa le norme sui componenti elencati e non. I commissari e tutte le parti coinvolte nel processo d’appello riconoscono che c’era un’assenza di chiarezza nei regolamenti e che non li abbiamo deliberatamente infranti.

Adesso che è stata risolta l’ambiguità intorno ai regolamenti, abbiamo deciso di ritirare il nostro ricorso nell’interesse più ampio dellos port.

La questione è stata un elemento di distrazione per noi e le altre squadre, però ora tutti possono tornare a concentrarsi esclusivamente su quel che tutti siamo qui a fare: correre duramente e regalare intrattenimento ed emozioni ai milioni di tifosi della F1 in tutto il mondo”, recita la nota Racing Point.