Fiorano e il Mugello, curve e scenari di una Formula 1 del passato, fatta di chilometri liberi nei test e sviluppo in pista tra un GP e l’altro. Piste vissute dal Ross Brawn ferrarista, che dopo il primo GP della Toscana – Ferrari 1000, rilegge il week end e uno scenario che sa d’irreale.

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“La Toscana è un posto bellissimo ma non avrei mai immaginato, in tutti gli anni di test lì in Ferrari, che la Formula 1 vi avrebbe mai corso. Il Mugello è una pista favolosa, in un posto mozzafiato e non ha deluso con un divertimento straordinario. Ovviamente, la situazione inusuale ci ha permesso di correre qui, ma ha colto la sua opportunità e ci ha offerto una gara ricca episodi, in parte come conseguenza della natura del circuito.

Ci sono stati dei grandi sorpassi e la natura della tracciatura ad alta velocità l’ha resa molto impegnativa sui piloti. È stata una vera sfida fisica e mentale, nel mezzo di condizioni molto calde”, spiega il direttore generale Motorsport di Liberty Media.

Meriterebbe un posto fisso in calendario il Mugello, tanto è esaltante per i piloti e unico se confrontato con quel che, in molti casi, il calendario propina.

I successi dopo gli anni della costruzione

La nota stonata del week end, di celebrazioni ed emozioni, è una prestazione Ferrari figlia del momento difficilissimo. Momento destinato a proseguire, perché i mali del progetto SF1000 sono tanti e tali che servirebbe molto di più che spendersi in flap, deviatori e dettagli marginali. Ecco, servirebbe, in uno scenario ideale, la libertà vissuta dei test e dello sviluppo dal Ross Brawn tecnico a Maranello, chilometri su chilometri per cambiare la condizione in cui si trova la Rossa.

Non è tempo di ribaltoni, spiega Brawn. Semmai di prospettive chiare e da attuare, di innesti: “La Ferrari aveva previsto un week end difficile andando al Mugello e, sebbene Charles Leclerc abbia strappato un incredibile quinto tempo in qualifica, non ha avuto passo in gara rapidamente è arretrato. Non ha avuto migliori sorti Sebastian Vettel.

Sono stato fortunato ad assistere a un’ampia parte delle 1000 gare Ferrari, compreso ovviamente un memorabile periodo lavorativo. Ho bei ricordi del tempo trascorso a Maranello, ci siamo gustati tanti successi ma solo dopo diversi anni difficili, nei quali mettere al loro posto gli elementi costitutivi.

La Ferrari ha molto lavoro davanti a sé per tornare davanti. Una reazione impulsiva non risolve mai un problema, piuttosto serve un piano strutturato e il tempo necessario. Al team può servire un rafforzamento ma non ha bisogno di una rivoluzione”.

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