A sentire Jackie Stewart, avrebbe fatto meglio a ritirarsi. Secondo Helmut Marko, la scelta da fare era restare un anno fuori. Sebastian Vettel troverà Aston Martin dal prossimo anno, troverà una monoposto dal potenziale buono per correre da terza migliore del lotto, con la nuova sospensione posteriore e gli sviluppi che l’area tecnica diretta da Andrew Green porterà in pista, già a dimostrare con il pacchetto di aggiornamento sulla RP20, le nuove pance introdotte al Mugello, come idee e strumenti per migliorare non manchino.

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E il direttore tecnico è certo che Vettel sarà in grado di tornare al rendimento in pista che ci si attende da un campione del mondo: “Lo stiamo aspettando tutti, chiunque sa che pilota sia e non si dimentica come si fa a guidare veloci. Devi solo avere la macchina giusta e le persone giuste intorno per fare il tuo lavoro. È chiaro come al momento sia in difficoltà, noi possiamo offrirgli quello di cui ha bisogno per tornare al suo vecchio stato di forma. L’intera squadra lo vuole e se ne accorgerà, sappiamo che puoi portarci tanto quando noi possiamo dare a lui. Tutti nel team non vedono l’ora arrivi gennaio per lavorare con lui”.

Testa e macchina i limiti 2020

A Silverstone lo aspettano come il faro del team, troverà un ambiente diversissimo dalla Ferrari, ovvio sia così per le diverse aspettative che accompagnano una Racing Point alla quale un percorso di costante crescita vale già come un successo. Due anni fa sull’orlo del fallimento, oggi con l’ambizione di trasformarsi in squadra vincente dal 2022.

Green guarda al Vettel attuale, alle difficoltà di prestazione che vive rispetto a un Leclerc in grado di estrarre dalla SF1000 prestazioni migliori. Il problema al momento penso sia una combinazione tra macchina e psicologia. Difficile dire in che percentuale. Con noi avrà le persone e gli strumenti per tornare al livello che conosciamo e ci aspettiamo da lui.

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Ci sarà d’aiuto basterà aprire le porte della fabbrica e aumenterà la motivazione di ogni singolo dipendente. Con noi può vivere la sua seconda primavera, spiega il direttore tecnico ad Auto motor und sport.

Aston 2021 sviluppata su misura

Guiderà una monoposto oggi in lotta per il terzo posto nel mondiale, un obiettivo che può confermare nel 2021 e con un progetto che Green assicura verrà ritagliato sulle indicazioni di Seb: “Gli basteranno pochi giorni al simulatore per farsi una buona impressione su cosa attenersi e dove ci siamo dirigendo. Poi c’è ancora tempo perché ci dica cosa vuole dalla macchina e dove possiamo o dobbiamo trovare prestazione. Possiamo adattare il nostro lavoro sulle sue esigenze”.