Il tentativo di chiedere di poter provare qualcosa di diverso sulla strategia, come già al Mugello. Difficilmente a Valtteri Bottas sarebbe bastato correre un secondo stint a Portimao su gomme morbide per impensierire la leadership di Lewis Hamilton. E lo stesso Valtteri ha riconosciuto come il principale degli ostacoli verso la vittoria, nel GP del Portogallo, sia stata l’assenza di velocità.

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Avrebbe voluto provare uno stint su gomma morbida, il cui rendimento nel week end è apparso nei suoi limiti già in qualifica, con la Q3 scritta su gomma media. Più dei demeriti della soft sono stati i “meriti” oltre il prevedibile della mescola C2 a mettere in ombra la C3. Sergio Perez ha provato a correre i 20 giri finali su mescola rossa, subendo però il recupero di chi era sulla media.

Così, provare 25 giri su Soft per Bottas, dopo i 41 corsi su gomma media, non avrebbe prodotto sostanziali miglioramenti, anzi, l’avrebbe esposto ancora di più ai rischi di un Verstappen che ha concluso 9” alle spalle, su gomma media.

Stint accorciato da un bloccaggio

“Speravo di allungare il primo stint ancora un po’ e passare alle gomme morbide alla fine, ma non credo avrebbe fatto alcuna differenza sul risultato

Ho chiesto le morbide perché pensavo sarebbero state, per me, la scelta migliore. Qualcosa di diverso, essendo il divario già piuttosto ampio a quel punto, poi però la gomma media ha iniziato a funzionare”, analizza Bottas.

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Attivata la gomma media, ha prodotto prestazione e tenuta, con 54 giri lo stint più lungo completato da Raikkonen. In Mercedes, pit dopo 40 e 41 giri, anticipato da un bloccaggio a rovinare il set: Abbiamo iniziato ad avere un po’ di vibrazioni, vuol dire che le gomme sarebbero andate a finire davvero e c’è sempre il rischio di un cedimento della gomma, perciò la cosa più sicura da fare, alla fine, era passare alle gomme dure, solo per portare a casa i punti”, spiega Bottas, su gomma dura a non girare più veloce dell’1’19”345 contro l’1’18”750 di Hamilton.

Gomme medie oltre le più rosee previsioni

“Siamo rimasti sorpresi quanto abbiano tenuto bene le gomme medie nel primo stint, sono andate ben al di là quel che ci aspettavamo. Quando Valtteri ha sentito un po’ di vibrazioni abbiamo deciso di fermare entrambe le macchine per montare le gomme dure e andare al traguardo.

La fase di riscaldamento di quella mescola non è stata semplice ma ha prodotto un buon passo una volta che è arrivata in temperatura”, l’analisi di Andrew Shovlin.

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