Su questa pista non era riuscito a stargli davanti nemmeno Michael Schumacher. L'Istanbul Park è un circuito legata indissolubilmente alla carriera di Felipe Massa, che in Turchia ha colto la prima pole position e la prima vittoria della carriera nel 2006, prologo di altri due successi per tre trionfi consecutivi dal 2006 al 2008. Su questo tracciato nessuno ha vinto come il brasiliano, che ha portato a casa tre delle sette edizioni totali del GP di Turchia. E quindi chi, meglio di lui, può dare il bentornato ad Istanbul?

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Ciao Felipe. Se diciamo Istanbul, cosa ti viene in mente?

"Penso sicuramente ad un momento molto importante della mia carriera, quello della mia prima vittoria. Mi ricordo ancora tutto molto bene, in quel fine settimana ottenni la mia prima pole position e poi il mio primo successo. Fu una grande lotta con Michael, che all'inizio delle prove era più veloce di me, ma alla fine io riuscii a fare un giro perfetto. Poi ci fu la gara e feci tutto bene, la macchina era eccezionale, inoltre la safety car mi fu di aiuto, perché Michael perse la posizione su Fernando Alonso e nonostante la battaglia non riuscì a passarlo. Quel giorno per me fu un'emozione incredibile, mi sono liberato di un peso e da lì in poi sono andato molto bene, perché nel finale di stagione feci altre due pole a Suzuka ed Interlagos e colsi un'altra vittoria proprio in Brasile, per poi lottare per il titolo nelle due stagioni successive. Si può dire che Istanbul 2006 abbia rappresentato una svolta decisiva per la mia carriera".

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Ecco, proprio parlando dell'edizione 2006, sorge una domanda spontanea ed anche un po' cattiva, ma genuina: saresti stato pronto a lasciar vincere Michael? 

(Felipe accoglie la domanda con un sorriso ed una piccola risata)

"Beh, devo rispondere sinceramente, e bisogna dire che in quel caso sarebbe stato giusto pensare al bene della scuderia. Michael era in lotta per il mondiale, io no, è normale pensare che potesse finire diversamente. Io meritavo di vincere quella gara, ma sarebbe stato accettabile, viste le condizioni, un eventuale scambio di posizioni".

Cosa amavi di quella pista? Ci sono delle ragioni tecniche per cui andavi così forte? Del resto su quel circuito ti sei messo dietro gente come Schumacher, Raikkonen ed Alonso.

"La pista è molto bella e mi piace, ma sinceramente non me lo so spiegare. Sono andato forte su tanti tipi di circuiti, non so però se magari può avere influito il fatto che fosse una pista da percorrere in senso antiorario. Su tracciati del genere sono sempre andato molto bene, oltre Istanbul sono stato molto competitivo anche su altre due piste da percorrenza antioraria come Interlagos (ed infatti in Brasile Felipe, a casa sua, ha colto tre pole e due vittorie) e quella degli Usa, perché anche se in America non ho mai vinto mi sono sempre trovato bene. Tornando comunque sulla Turchia, ripeto, non trovo un motivo per cui sia sempre andato così bene. Sono sempre stato competitivo nelle curve veloci e con i cambi di direzione, come ad esempio nella successione delle curve 4,5,6 e 7 di Istanbul, un po' meno su quelle lente, eppure anche queste sono presenti in Turchia nel tratto finale. Quindi più che di ragioni tecniche, direi che fosse più una questione di istinto naturale".

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Dunque nessun segreto per andare forte ad Istanbul?

"Ogni circuito ha i suoi segreti per andare forte, ma nel caso della Turchia sono stato veloce sin da subito. Come dicevo, una questione naturale".

Hai vinto tre volte in Turchia, nel 2006, nel 2007 e nel 2008, guidando rispettivamente la 248 F1, la F2007 e la F2008. Con quale vettura ti sei trovato meglio in assoluto su quella pista?

"Sarebbe facile dire 2008, ma devo ammettere che io mi sono trovato molto bene con tutte e tre quelle monoposto. Nel 2006 la macchina era incredibile, ma io ero praticamente all'inizio con una grande squadra. Anche nel 2007 io mi sono trovato perfettamente con la macchina, alla vigilia del GP d'Italia avevo più punti in classifica rispetto al mio compagno e nella gara di Monza ero davanti prima che si verificasse un problema sulla mia vettura, altrimenti avrei allungato e dopo il Belgio sarei potuto essere il pilota meglio classificato della squadra, ma lo stop a Monza me lo impedì. Da inizio anno infatti c'era un accordo, secondo il quale chi si sarebbe trovato davanti dopo Spa avrebbe avuto l'appoggio dell'altro pilota. Poi è arrivato il 2008 ed abbiamo lottato fino in fondo per il titolo. Ripeto, sono state tutte macchine con le quali mi sono sentito molto competitivo".

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Secondo te l'Istanbul Park merita di rientrare a tempo pieno nel calendario della Formula 1?

"Come circuito meriterebbe assolutamente di esserci, ma non dobbiamo dimenticare che la presenza o meno in calendario non dipende solo dal tipo di pista. E' una questione più grande, deve avere un senso anche tutto il contorno, dipende da cosa la F1 porta a quel paese. Lasciando perdere quest'anno per ovvi motivi, lì di pubblico se ne è sempre visto poco, quel popolo non è sembrato disposto a pagare cifre importanti per assistere al Gran Premio, colpa forse anche della F1. Per avere una gara tutto deve funzionare perfettamente".

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