C'è molto altro, oltre ai risultati professionali. L'appuntamento con il settimo titolo della carriera lo sta aspettando, eppure Lewis Hamilton pare avere molto chiare le priorità della vita, e secondo lui sono molto più importanti le sue azioni fuori dal circuito, come ha spiegato nella conferenza stampa del GP di Turchia.

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Lewis il filantropo

Hamilton lo ha spiegato nel giovedì turco: "Vincere un titolo mondiale è un qualcosa di personale, nel senso che lotti sicuramente contro avversari molto forti, ma il pilota è un individuo, e questo non ha necessariamente un impatto sulla vita degli altri. Vado molto più fiero del lavoro che faccio all'esterno della pista per cercare di migliorare le condizioni per tutta la popolazione del mondo, in un percorso verso l'uguaglianza, verso un'istruzione di qualità e volto alla parità dei diritti umani per tutti. Secondo me questo è notevolmente più importante".

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Curva 8, una sfida

Un po' di tempo per parlare della pista, comunque, c'è stato, su un tracciato sul quale un giovane Hamilton nel 2006 portò a casa una rimonta incredibile in Gp2, per poi assicurarsi la vittoria dell'edizione 2010 in F1: "Non ricordo se riuscivo a fare curva 8 in pieno, mi pare di no. La curva non è troppo larga, nel punto di corda se non ricordo male si doveva alzare un po' il piede. Forse la Red Bull con Vettel ai tempi aveva il carico per farla in pieno. Per quanto mi riguarda, non penso che ricorrerò ad imbottiture particolari, non l'ho mai fatto".

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