Cosa resta del 2020 Ferrari? Leclerc, soprattutto. In una stagione da disastro, questo è stata per le prestazioni portate in pista dalla SF1000, Leclerc ha corso probabilmente oltre il potenziale della macchina, specialmente in qualifica.

Errori, anche, sui quali oggi si può concedere l’attenuante di un fattore-rischio massimo quando sai di non avere le basi della prestazione in macchina per costruire gare meno all’arrembaggio.

Si è concluso con un arrivo fuori dai punti e da doppiati ad Abu Dhabi, pista critica anche per le migliori Ferrari dell’ultimo lustro e poco più, quello di Sebastian Vettel e della speranza di poter tornare a essere vincenti per il titolo.

Sterzi a parte: Sei Vettel, persona meravigliosa

Vettel saluta, salutato dalla Ferrari, con tra le righe di un lungo addio le parole di Sebastian ricorrenti sulle “visioni diverse” avute negli anni di permanenza a Maranello.

Il casco, la dedica e l'avvertimento

Sebastian saluta Charles Leclerc, che in due stagioni ha certificato d’avere il potenziale per essere vincente, un potenziale che tra grandi si riconosce al volo. L’ultima di Abu Dhabi è in un regalo, un casco autografato e con dedica, liberamente interpretabile:
“A Charles,

sei il pilota di maggior talento che ho incontrato in 15 anni di Formula 1. Non sprecarlo.

Sii certo d’essere felice qualsiasi cosa tu faccia e di sorridere. Grazie per tutto. Sebastian”.