21 marzo, Melbourne, Gran Premio d’Australia. Ovvero, più che mai una speranza, scritta in un calendario 2021 che dai rumours più accreditati andrà incontro a una modifica ancor prima di partire. Le limitazioni attualmente in essere all’accesso in Australia renderebbero impossibile per la Formula 1 programmare il debutto all’Albert Park, così si fa strada la concreta ipotesi che sia il GP del Bahrain, il 28 marzo, a dare inizio al campionato.

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Un quadro sul quale l’ufficialità dovrebbe arrivare nelle prossime settimane e, con essa, immaginare un possibile spostamento dei test invernali da Barcellona a Sakhir, indiscrezione rilanciata nei giorni scorsi da Racefans. 

Australia, quasi un testa-coda

Il Gran Premio d’Australia verrebbe recuperato in una fase successiva della stagione, difficile dire oggi quando, poiché le esigenze logistiche - tra realizzazione del circuito (solitamente i lavori partono a fine gennaio) e spostamento del materiale della F1 – richiedono una scansione su tempi decisamente lunghi: la trasferta asiatica, nella seconda metà dell'anno, potrebbe essere la finestra migliore.

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L’onda lunga del Covid-19 è destinata a impattare ancora sulla Formula 1, che è stato il primo sport motoristico internazionale a riorganizzare un calendario nel 2020 e portare a termine un’onorevole stagione nel numero di GP corsi.

Un calendario e un business "normale"

Il ritorno alla normalità è sempre più un’incognita, posto che la normalità della Formula 1 vuole gare aperte al pubblico, spettatori paganti, diritti corrisposti dal promoter alla F1, in un’ordinaria gestione del business che non può prescindere ancora dall'incasso dei diritti di organizzazione. Proventi che costituiscono una fetta di quanto viene spartito tra le squadre iscritte al mondiale.

Che il calendario ratificato dal Consiglio mondiale della Formula 1, nell’ultima seduta del 2020 a Parigi, possa essere più che mai un’indicazione di massima e non date scolpite nella pietra, è una sensazione supportata dalle parole di Jean Todt, a commentare nelle scorse settimane all'Assemblea Generale FIA: “(...) Sono certo che nei prossimi giorni sentiremo diverse potenziali modifiche a diversi calendari, non solo la Formula 1 ma anche altri. Se dovessi impegnarmi su un ritorno a una specie di normalità, pur sentendo che sarà una vita diversa dietro la crisi di Covid-19, penso che metà del prossimo anno (2021; ndr) a mio avviso non sarà come avremmo potuto aspettarcela in una stagione normale”.