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Max Verstappen

Di essere impeccabili ad Imola, non capita quasi mai. Ed infatti sul Santerno ha sbagliato pure lui, prima in qualifica e poi alla ripartenza dopo la bandiera rossa. Ma ha vinto, ed è questo quello che conta di più. Quello che Max ha lasciato per strada al sabato, con la sbavatura alla chicane del Tamburello costata pole position e prima fila, se lo è ripreso al via della domenica, con uno scatto eccezionale dalla griglia di partenza: bruciato subito Perez, affiancato e poi attaccato Lewis Hamilton, staccando forte alla prima curva verso sinistra e restituendo il favore di Sakhir. E' passato di forza, Max, senza farsi riprendere più. Nei doppiaggi ha mostrato la giusta dose di grinta e determinazione, prendendosi rischi calcolati: ha attaccato ma senza rischiare troppo, ed infatti a sbagliare è stato l'altro, Hamilton, tradito da un eccesso di fiducia alla Tosa. Lo stesso eccesso di fiducia che ha colpito lui, quando nello scaldare troppo le gomme si è lasciato andare alla Rivazza: se Leclerc avesse avuto meno preoccupazioni con la radio, forse avrebbe perso la posizione. Ma sono tutte ipotesi che appartengono ad una domenica irreale, perché l'olandese la posizione è riuscita a tenerla e da lì se ne è andato verso l'11° successo della carriera, il primo di una stagione che promette bene.

GP Emilia Romagna, la gara in 5 punti

Lando Norris

Per adesso Ricciardo non è un problema, ma solo uno stimolo per dare di più e fare sempre meglio. Sul fatto che Lando fosse uno veloce non c'era dubbi, ma in questo inizio di mondiale ha cominciato alla grande, salendo sul podio per la seconda volta in carriera. Lo scorso anno la top 3 la centrò addirittura alla prima gara, mentre stavolta ci ha messo due GP a regalare alla McLaren il primo spumante dell'anno. Chissà che avrebbe combinato partendo in secondo fila, se solo i track limits non gli avessero tolto la gioia di un giro super. Si è ritrovato a partire settimo, ma non ha mollato, ha lottato e sgomitato, mostrando un passo che ha costretto la squadra a chiedere a Daniel di dare strada al più giovane compagno di squadra. Uno che ama ridere, uno senza puzza sotto al naso, ma uno che quando si mette il casco non pensa a niente e nessuno. La bandiera rossa ha aiutato, altrimenti prendere Leclerc sarebbe stato difficile; eppure Lando il podio lo ha meritato, anche per il modo in cui non si è scomposto con Hamilton dietro; lo ha tenuto dietro fino a quando ha potuto, poi ha alzato bandiera bianca. Consapevole che perdere punti e piazzamenti con questa McLaren sarebbe stato un delitto.

Norris: "Lewis era troppo veloce, ma sono contento"

Charles Leclerc

Gli è andata bene, più che bene nel giro di ricognizione. Ad Alain Prost, 30 anni fa, era andata molto peggio. Ma per fortuna, quella è stata l'unica sbavatura della domenica di Charles Leclerc, meritevole di un podio sfuggito solo per una bandiera rossa che ha giocato totalmente a sfavore. Ma al di là dell'amarezza, resta la consapevolezza di una Ferrari andata molto, molto bene ad Imola, se si tengono ben presenti le premesse del finale di stagione 2020. Su una pista in cui il motore conta meno, la SF21 ha dimostrato di essere una buona macchina a livello telaistico, con sempre l'handicap dei cavalli in rettilineo. Svantaggio che è aumentato con la scelta del Cavallino di andare a caricare di più le ali, sacrificando la velocità di punta a vantaggio di una maggior tenuta nelle curve. Scelta che ha pagato alla grande con pista bagnata, ed infatti in quel frangente Leclerc si è preso la terza posizione su Perez mentre Sainz ha rimontato dall'undicesima casella di partenza. La stessa scelta ha imposto di mostrare il fianco alla ripartenza, perché si è vista la notevole differenza di velocità con Norris ed Hamilton, passati sul dritto senza troppi problemi. Ma Charles Leclerc ha ben poco da rimproverarsi.

Leclerc: "Abbiamo sofferto nei rettilinei, ma siamo contenti"

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