Attenzioni tutte rivolte al 2022, alla progettazione delle monoposto e, non meno importante, allo sviluppo delle power unit, nei reparti tecnici delle squadre. Il 2022 segnerà il punto del congelamento dello sviluppo, fino al termine del 2025, quando la Formula 1 dovrà reinventare il sistema turbo ibrido e aprire l'era dei carburanti sintetici.

Attenzioni che in Ferrari da tempo sono dedicate alla power unit che dovrà tornare a essere al vertice per potenza espressa, dopo un 2021 che si sta rivelando di ottimi progressi, soprattutto sullo sviluppo della componente elettrica.

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Secondo quanto scrive il giornalista Mark Hughes su The Race, a Maranello si è scelta la via del mantenimento dell'attuale schema tecnico del gruppo turbocompressore. L'idea di passare a una progettazione con il compressore separato dal turbo e posizionato nella parte anteriore della power unit, è stata superata. I tecnici lavorano a una power unit che sarà sì molto più compatta e avrà in due ambiti lo sviluppo più profondo.

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Da un lato è indicato essere l'intercooler oggetto di attenzioni particolari, insieme alla componente dell'ERS e, sul fronte dell'unità termica, un miglioramento radicale della combustione.

Combustione, sviluppo costante

L'obiettivo è di generare in camera un fronte di combustione il più diffuso possibile, qualcosa già ricercata dalle soluzioni di tipo HCCI. Lo sviluppo Ferrari è mirato su un aspetto in particolare: lo sviluppo di una miscela aria benzina particolarmente turbolenta in camera, per un'accensione diffusa e omogena che sviluppi maggior potenza dal V6. 

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Se l'indiscrezione dello schema del gruppo turbocompressore invariato, con turbo e compressore collocati nella parte posteriore del V6, dovesse essere confermato dai fatti, l'unità Ferrari resterebbe l'unica, dal 2022, con tale disposizione, avendo Alpine indicato il passaggio di Renault al turbo e compressore distanziati, come sin dall'inizio dell'era turbo ibrida fa Mercedes e, successivamente, seguita da Honda.