GP Francia: i top e flop

GP Francia: i top e flop© Getty Images

Promossi entrambi i piloti Red Bull insieme a Lando Norris, unica ad aver marcato sempre punti in questo inizio di stagione; dietro la lavagna Mercedes e Ferrari

Matteo Novembrini

21 giugno

FLOP

Mercedes

Strategia? Assetto? Semplice prestazione? Ci sarà da discutere nei briefing tra Brackley e Brixworth sulla sconfitta al GP Francia, una corsa che anziché riconsegnare la superiorità tecnica alla Mercedes ha aperto scenari inattesi in seno al team campione in carica. C'è stato molto che non ha funzionato al Paul Ricard (nemmeno le cuffie di Peter Bonnington hanno funzionato, con l'ingegnere costretto ad un cambio per comunicare meglio con Hamilton), a cominciare dalla strategia. La Red Bull ha battuto la Mercedes sul piano tattico, terreno che invece aveva sempre visto la scuderia di Toto Wolff dominare. Le Frecce d'Argento sono rimaste sorprese sia dalla potenza dell'undercut dopo la prima sosta di Max (innescato proprio dalla chiamata ai box di Bottas) sia dalla rapidità con cui la Red Bull ha scelto di effettuare la seconda fermata. Perso l'attimo per il secondo stop, restare sull'unica sosta, almeno con Hamilton, era l'unica cosa da fare: si fosse fermato, Lewis sarebbe finito sicuramente dietro all'olandese e con poche opportunità di sorpasso, vista la velocità sul dritto delle RB16B, mentre rimanere in pista garantiva almeno una possibilità; una safety car, per fare un esempio, avrebbe regalato il successo all'inglese, il quale comunque stava per riuscire nell'impresa di farcela lo stesso. Gli sono risultati fatali i pochi chilometri che mancavano al traguardo al momento del sorpasso. La Mercedes piuttosto deve recriminare sul podio perso da Bottas: l'errore è stato sottovalutare la velocità con cui Verstappen sarebbe arrivato (se Valtteri fosse riuscito a tenere dietro Max per qualche giro avremmo avuto probabilmente una classifica diversa), e quindi non comprendere che lasciare in pista il finlandese sarebbe stato completamente inutile, oltre che dannoso per la lotta al gradino più basso del podio. Così facendo infatti Perez è finito davanti, chiudendo un sorpasso annunciato già da qualche giro: per una volta anche Bottas è sbottato via radio, arrabbiandosi con la squadra per non averlo ascoltato. Il finnico aveva chiesto le due soste, ricevendo risposta negativa. Ha avuto ragione, ma è stata una magra consolazione.

Ferrari

Basta un dato: da quando è in Ferrari, nei GP portati a termine Charles Leclerc non aveva mai concluso così in basso. Lui 16°, Sainz 11°: nemmeno negli scenari peggiori. Qualcosa di anomalo sicuramente c'è stato nel comportamento della SF21, che aveva illuso nel sabato francese, con un quinto e settimo tempo di tutto rispetto date le caratteristiche, sfavorevoli, della pista. In gara però la Ferrari, più che un Cavallino Rampante, è stato un Gambero Rosso: i due piloti hanno perso posizioni su posizioni senza riuscire a reagire. In gara la Ferrari è stata praticamente settima forza dietro a McLaren, AlphaTauri, Alpine ed Aston Martin, oltre ovviamente a Red Bull e Mercedes. Nel finale Leclerc, pur senza motivi apparenti per spingere, non è che andasse tanto più forte delle due Alfa Romeo, il che è tutto dire (ed aveva pure gomme nuove). Sainz invece, persa la posizione su Stroll, aveva ben poco da fare se non augurarsi che qualcuno dei primi dieci si fermasse per permettergli di artigliare un punticino, comunque poca roba considerando i 18 punti raccolti dalla McLaren. Nelle curve veloci del Paul Ricard, la Ferrari è letteralmente sprofondata: era certo che sarebbe stato difficile, ma la tappa di Barcellona, precisamente sei settimane fa, non faceva presupporre un disastro del genere. La Ferrari ha usurato, o meglio dire tritato, le gomme; ed è stato un consumo talmente elevato da non poter far parlare di un assetto decisamente errato, sempre al netto delle caratteristiche di un tracciato poco congeniale alla SF21. Potrà risuccedere, in condizioni simili, così come il Cavallino potrà farsi rivedere in quelle gare in cui avremo molte più curve lente da trazione. La certezza è chi da qui a fine anno, si potrà solamente cercare di fare il meglio con il materiale a disposizione.

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Esteban Ocon

Mica un gran modo di festeggiare il rinnovo di contratto. In settimana era giunta la notizia del prolungamento tra lui e la squadra fino al 2024, tutto fatto in vista del GP Francia, gara di casa per Esteban e l'Alpine. Un annuncio cui però è seguita una corsa difficile e senza soddisfazioni. Ocon, dopo aver cominciato piuttosto bene la stagione, nelle ultime due gare ha subìto un parziale di 12-0 nei confronti di Alonso, apparso in gran forma tra Baku e Le Castellet. Il francese è stato battuto dal compagno sia in qualifica che in gara, ed il timore è che Fernando, prese le misure, possa iniziare ad imporsi sempre più in pista ed al box. Lo spagnolo ha incontrato inevitabili difficoltà di adattamento con la RS21, ma sta crescendo e la classifica adesso dice 17-12 a favore del due volte campione del mondo. L'Alpine è una vettura che soffre il degrado ed in una gara così difficile sotto questo punto di vista il timore era fare una debacle: Nando invece è partito 9° ed ha concluso 8°, migliorando la posizione di partenza, mentre Ocon, 11° al via, ha chiuso solamente 14°. Una corsa di casa da archiviare in fretta per il classe 1996.

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