"Qui a casa loro". Alzi la mano chi ci ha pensato, domenica sera, quando l'Italia di Roberto Mancini ha alzato al cielo la coppa di Euro 2020. Scommettiamo che in tanti, tra gli appassionati di F1 che hanno seguito la finale degli Europei, hanno ripescato dalla memoria un dolce ricordo in salsa squisitamente tricolore, in quei momenti di furore nazionalistico durati tutta la notte tra domenica e lunedì.

F1 2022, svelato il prototipo

La parata Mercedes e l'esultanza di Seb

Italia-Inghilterra è una classicissima dello sport mondiale, a più livelli ed in più discipline. Poche ore prima della sfida nel calcio Matteo Berrettini aveva sognato l'impresa a Wimbledon, inchinandosi solo al numero 1 del tennis mondiale, Novak Djokovic. Ma nel confronto anglo-italiano, o italo-britannico che dir si voglia, le soddisfazioni a livello di motori e quattro ruote sono vecchie di tre anni, ferme a quella strepitosa affermazione di Sebastian Vettel con la Ferrari di fronte ad un popolo che oggi come allora osanna il suo idolo Lewis Hamilton.

Una frase entrata nella memoria collettiva quella di Seb, forse sì o forse no in risposta alla "parata" che la Mercedes pensò bene di fare l'anno prima a Monza, dopo la doppietta al GP Italia che tanto fece arrabbiare l'allora presidente del Cavallino, Sergio Marchionne.

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"It's coming to Rome"?

Un'analisi lucida, oggettiva ed ingegneristica suggerisce che no, Charles Leclerc e Carlos Sainz non saranno in grado di alzare un'altra coppa del vincitore di fronte al pubblico inglese. Mercedes e Red Bull sono troppo più performanti, e gli spunti tecnici suggeriscono di pensare ad una SF21 che va nel Northamptonshire soprattutto per difendersi, complice una tipologia di pista che poco si sposa, sulla carta, alla vettura tutta rossa.

Ma in questo articolo volutamente provocatorio, e nella settimana in cui siamo tornati a gioire tutti insieme, probabilmente in maniera pure troppo eccessiva considerando il periodo storico che viviamo, continuare a sognare per qualche altro giorno ancora non costa niente. Sogniamo adesso, poi magari ci sveglieremo domenica sera tutti sudati. Immaginare una gara pazza ed un esito imprevedibile è un esercizio di libidine che fa bene al cuore ed anche alla testa, che troppe volte si è dovuta rassegnare in questi due anni ad una Ferrari non in grado di vincere.

Un successo della Nazionale Rossa sette giorni dopo la Nazionale Azzurra, per di più nella solita terra, farebbe incorniciare questa settimana per lo sport italiano. Servirebbe un altro "It'is coming (to) Rome". Non succede, ma se succede...

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