Si toglie il casco solo dopo qualche minuto e solo dopo essersi ricomposto Lewis Hamilton. Il GP d'Ungheria è una sconfitta bruciante per il pilota inglese, che esce dalla W12 distrutto e con una espressione che non lascia dubbi: il 3° posto non è quello che voleva, soprattutto con Verstappen al volante di una RB16B ridotta ai minimi termini, per il maxi tamponamento al via innescato da Bottas e Stroll, e finito 11°. 

Malore dopo il GP d'Ungheria: colpa del Covid

Non c'è la vittoria numeo 100, non c'è il record delle nove vittorie all'Hungaroring ma c'è un podio per Hammer e un ritorno in cima alla classifica Piloti con 192 punti, a +6 da Max Verstappen. E ci sono anche i fischi sotto il podio, quelli che in teoria lo spingono ogni domenica oltre i limiti delle sue possibilità, ma che però oggi fanno riflettere. Troppa tensione per il 7 volte iridato che dopo la gara si è anche sentito male, accusando delle forti vertigini. E per questo è stato sottoposto ad un controllo medico, come ha confermato Wolff: "Possiamo collegarlo semplicemente al caldo di questi giorni e al tipo di gara che ha avuto, con tonnellate di sorpassi. Questo ti esaurisce le energie fisiche, certamente. Ora dovrebbe stare bene, ma è meglio prevenire che curare“.

Lewis non esclude che possa esserci la sindrome da Long Covid dietro la sensazione di spossatezza e le vertigini per cui gli è stato necessario farsi vedere dal medico. Lo ha spiegato lo stesso pilota inglese, risultato positivo al virus alla fine del 2020 e apparso non al meglio sul podio a fine gara: "Sto bene, ho avuto davvero delle forti vertigini e tutto è diventato un po' annebbiato sul podio. Per tutto l'anno ho combattuto per restare in salute dopo quello che era accaduto a fine 2020 ed è ancora così, è una battaglia. Non ne ho parlato con nessuno ma penso che gli effetti del Covid siano persistenti. Mi ricordo gli effetti di quando l'ho avuto e da allora allenarsi è stato diverso. Il livello di fatica è diverso, mette davvero alla prova. Io continuo ad allenarmi e prepararmi nel modo migliore. Oggi chissà cosa è stato. Forse un problema di idratazione, non so, ma non lo avevo mai provato prima. Ho avuto qualcosa di simile a Silverstone, ma questa volta è stato molto peggio".

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"Ocon è una stella che brilla"

L'immagine che Lewis lascia a Budapest è di un Leone che continua a combattere, sempre da solo. E lo si è visto anche alla ripresa della gara, dopo il caos alla partenza, quando è stato l'unico a schierarsi sulla griglia di partenza e a ripartire dal via, senza rientrare ai box per il cambio gomme come invece hanno fatto tutti gli altri.

Un peccato capitale, che lo ha portato comunque ai box qualche giro dopo per montare le medie e che lo ha visto ritornare in pista solo 14°. Una rimonta comunque pazzesca, quella del pilota della Mercedes che ha combattuto fino alla fine anche con Alonso, arresosi al penultimo giro dai suoi attacchi.

"Mi congratulo con Alpine e con Ocon, aspettava questo successo da tanto tempo: lui è una stella che brilla. Sono felice per lui. Oggi è stata una gara molto dura, ci rendiamo sempre la vita complicata ed è pazzesco essere rimasto da solo in griglia in ripartenza. Stavo parlando col team del fatto che la pista si stava asciugando nel corso del giro di formazione, ma loro mi hanno detto che avrebbe piovuto ancora e sono rimasto.… chiaramente avevano delle informazioni diverse. Non sono cose che capitano. Io ho dato tutto, ora non ho più nulla.

Io ho dato tutto, ora non ho più nulla. Sono nuovamente leader del campionato: è bello. Questo weekend siamo venuti qui senza sapere come sarebbe andata. Considerando le circostanze di oggi prendo questo 3° posto molto volentieri e con soddisfazione".