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Anche stavolta, sarà per la prossima

Parti 7° e 15°, arrivi 4° (poi 3°) con l'altra macchina fuori, cosa che può succedere nelle corse, ed alla fine sei deluso. E ne hai tutto il diritto per esserlo, perché nell'aria c'è la sensazione che si sia trattata dell'ennesima occasione sprecata per porre fine ad un digiuno che si avvicina pericolosamente ai due anni di durata. A fine settembre per la Ferrari saranno due anni esatti dall'ultima vittoria, la doppietta di Singapore con Vettel davanti a Leclerc, ed alla luce degli eventi di Budapest il rammarico c'è. Leclerc subito fuori da incolpevole, Sainz bravo e fortunato ad uscire indenne dal groviglio della prima curva, ma condannato dall'essersi ritrovato dietro Latifi e Tsunoda dopo la sosta in vista della seconda partenza (dalla pit-lane). Binotto a fine gara si è lamentato del fatto che nessuno in corsia box si sia preoccupato di un possibile unsafe release, nessuno tranne la Ferrari, che infatti è stata ripagata perdendo due posizioni pesantissime nell'economia della corsa. Non contando Hamilton, finito in fondo per motivi suoi e del suo team, Sainz si è ritrovato da terzo a quinto ma dietro a due vetture molto più lente di lui, una situazione scomoda e complicata perché in Ungheria si sorpassa con difficoltà e Carlos non è riuscito a trovare il guizzo per passare. Tra il giro 4 ed il giro 23, tornata della sosta di Latifi (Tsunoda era andato ai box un giro prima del canadese), Sainz ha perso quasi 20” nei confronti del duo di testa, e soprattutto non è riuscito a creare nei confronti di Hamilton un margine ben più corposo che gli avrebbe consentito di tenersi dietro l'inglese alla fine del GP. E' sempre la solita storia dei "se" e dei "ma" con cui non si vincono le gare, ma che spiegano una situazione che sarebbe stata diversa. Pilota e squadra non hanno sbagliato niente domenica, al massimo al team si può fare ammenda di eccesso di cautela in fase di pit-stop: ma se poi Sainz fosse ripartito danneggiando la macchina colpendo un avversario o beccandosi una penalità, staremmo qui a sottolineare l'errore dei meccanici. La giornata più difficile è stata quella del sabato, con una macchina in sofferenza con il vento forte, una condizione che Leclerc ha spiegato aver provocato instabilità al retrotreno della SF21, mentre a Sainz una raffica improvvisa è costata sovrasterzo ed incidente in Q2. Aspetti da analizzare, perché la macchina sarà questa per tutta una seconda parte di stagione in cui la squadra “vuole essere protagonista”, parola di Binotto, che per adesso, al di là della delusione, può coccolarsi i suoi: con il podio (il quarto della carriera ed il secondo ereditato senza salirci a cerimonia del podio già consumata) Sainz ha permesso alla squadra di agganciare la McLaren al 3° posto tra i Costruttori. Poteva andare meglio, ma non è tutto nero.

Sainz: "Con due dettagli al posto giusto, avremmo potuto lottare per la vittoria"

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