GP Italia, l'anteprima: Mercedes, è qui l'occasione

GP Italia, l'anteprima: Mercedes, è qui l'occasione© LAPRESSE

Sebbene quest'anno la Red Bull tra macchina e motore abbia dimostrato di non avere niente da invidiare ai campioni in carica, la squadra di Milton Keynes a Monza non va a podio dal 2013, motivo per cui il GP d'Italia si profila come una bella occasione per la Mercedes

Matteo Novembrini

9 settembre

Monza inizi a respirarla già prima di arrivare in circuito. Mentre ti avvii, lungo le strade, inizi a leggere i cartelli stradali di quelle località tipicamente lombarde e, per chi ha una certa praticità di corse viste dal vivo, sa di cosa stiamo parlando. E mano a mano che ti avvicini, da qualunque direzione tu venga, ogni chilometri in meno è un battito di cuore in più.

Red Bull contro il tabù

E' sempre così, anche quando i beniamini del pubblico non partono da favoriti. Per una Ferrari che per forza di cose deve stare a guardare, al massimo augurandosi di poter sfruttare gli eventi, ci sono un Lewis Hamilton ed un Max Verstappen che hanno messo nel mirino la tappa in Brianza per proseguire una lotta iridata nella quale, per adesso, abbiamo visto un po' di tutto. Max viene da due vittorie e dal controsorpasso in classifica, ma Monza è una pista molto, molto diversa da quella di Zandvoort, e gli equilibri saranno tutti da vedere. Sulla carta, Mercedes dovrebbe essere più in palla rispetto alle ultime due uscite. Sarà anche e soprattutto una sfida di motori, con la Honda che, prima di lasciare, vuole chiudere con un'altra vittoria sul banco prova dei motori per eccellenza dopo quella del 2020 con Pierre Gasly, ad oggi unico podio per un motorizzato Honda dal rientro dei nipponici in F1. Per la Red Bull, invece, massima attenzione: la squadra non sale sul podio a Monza addirittura dal 2013, anno in cui il team di Milton Keynes vinse con Sebastian Vettel nell'ultimo anno prima dell'avvento dei V6.

Monza, una sfida più difficile del previsto

Facile dire "basta andare forte sul dritto". Monza non è così, Monza non è solo questa. E' molto di più, per una pista che resta una sfida molto più ardua di quanto il disegno del tracciato possa far pensare. Staccare al limite e gestire una macchina "leggera" è tutt'altro che un compito semplice per i piloti, ai quali, da parte degli ingegneri, viene messa in mano una macchina con parecchie criticità. Le caratteristiche del circuito impongono una monoposto a bassissimo drag, un aspetto che fa guadagnare terreno in rettilineo ma che complica la vita al pilota nelle curve, nelle quali si ritrovano per le mani una vettura molto più instabile del solito, specie al posteriore. Monza è una pista "rear limited", dove serve un piede dolce ma deciso in trazione, sia per guadagnare tempo che per salvare delle gomme posteriori che al GP d'Italia soffrono spesso, anche se una sosta sulla carta basta e avanza (Pirelli porterà le tre mescole intermedie, ovvero C2, C3 e C4). Nelle uscite dalla Prima Variante e dalla Roggia non è facile scaricare a terra tutta la potenza nel modo più lineare possibile, e non è affatto facile, in gara, seguire chi precede: con una vettura a così basso carico, le turbolenze danno molto fastidio, ed ecco perché a Monza, nonostante i lunghissimi rettilinei, sorpassare non è poi la cosa più facile del mondo. Per superare serve uscire bene, agganciarsi alla scia e, soprattutto, arrivare al duello con la giusta dose di ricarica nelle batterie, altro aspetto di vitale importanza a Monza nell'era dell'ibrido. La gestione dell'energia supplementare è un grattacapo non da poco per i motoristi, che devono fornire una mappatura in grado di mantenere sempre una certa riserva ed evitare il clipping, ovvero il calo di velocità di punta a fine rettifilo quando l'energia immagazzinata si esaurisce. E attenzione all'aspetto meccanico, ancor più importante dal momento che l'aerodinamica "aiuta" meno: le giuste regolazioni tra molle, sospensioni e quant'altro è fondamentale per fornire ai piloti una vettura capace di aggredire i cordoli senza paura, fattore determinante per fare il tempo in Lombardia.

Ferrari ancora in difesa

Con queste premesse serve ricordare, proprio come ha fatto Binotto in Olanda, che a Monza si va con pacchetti dedicati, aspetto che può incidere, in una certa misura, nei valori in campo. Per la Ferrari, pacchetto specifico o meno, sarà comunque un fine settimana da affrontare con la consapevolezza che le caratteristiche della SF21 non sono adatte ad una pista così veloce, anche se le doti in trazione della vettura di Maranello sono ottime e questo potrebbe aiutare. Il ruolo di terza forza a Monza dovrebbe appartenere alla McLaren, che comunque è tornata dietro nella classifica Costruttori. Limitare i danni e vedere come va, ecco cosa può fare il Cavallino, un qualcosa che, purtroppo, è accaduto spesso durante l'anno. Ragionare in questi termini è quello che suggerisce la logica, ed anche se i tifosi vorrebbero qualcosa di più nella corsa di casa, alla vigilia bisogna ben tenere presente la realtà delle cose.

Torna la qualifica sprint

Verrebbe da dire che dopo l'anno scorso meglio aspettarsi di tutto, ma è anche vero che gare come quelle del 2020 arrivano una volta ogni tanto. L'edizione passata serve a ricordare che finire nel traffico a Monza può essere un impedimento notevole anche per i più veloci, per cui occhio a non fare errori nelle "qualifiche" del venerdì e nella Sprint Qualifying del sabato, che torna in Italia dopo la prima a Silverstone: una variabile in più per un fine settimana da vivere tutto d'un fiato.

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