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Lewis Hamilton

I record? Una sequenza lunghissima, quasi infinita ed in costante aggiornamento. Ma sono numeri che Lewis Hamilton rileggerà, e forse realizzerà di averli fatti, solo quando appenderà il casco al chiodo. Prima c'è da pensare al sodo, al concreto, ad una lotta mondiale che non ammette distrazioni, figurarsi se concede il tempo di cullarsi sugli allori dei primati. Da un punto di vista statistico è stata la gara delle cifre tonde (Lewis ha superato quota 4000 punti in carriera e centrato il successo numero 100, mentre la Mercedes ha portato a casa il suo 120° GP), ma conta molto più la sostanza: quella di un mondiale in cui Hammer ora è di nuovo lepre, anche se solamente per due lunghezze, ovvero niente. Ma ha vinto dove doveva vincere ed è questo ciò che conta, indipendentemente dal risultato, oltre le aspettative, di Verstappen. Stava per commettere un errore madornale nel non ascoltare la squadra che lo aveva chiamato ai box, e sarebbe stato il terzo in 24 ore dopo quelli delle qualifiche: roba non da lui, abituato ad essere sempre o quasi il primo della classe, capace di alzare l'asticella fino a livelli altissimi. Ci stava per cascare anche lui, ma poi si è fidato ed è stata la sua fortuna. Ora ci sono altre sette gare da disputare sul filo, senza mollare mai, per diventare Lewis VIII.

Hamilton e la vittoria numero 100: "Pensavo di non riuscirci più"

Max Verstappen

E' andata meglio, molto meglio, del previsto. Orgoglioso com'è, ha detto che sì, la pioggia lo ha aiutato, ma che poi bisogna fare le scelte giuste. Ha ragione, se sbagli la chiamata anche un possibile aiuto diventa un boomerang. Però, per lui, molto meglio che la pioggia sia arrivata: prima dell'acqua Lewis era 2° (con la possibilità, per quanto non scontata, di vincere) e lui 7°, il che avrebbe significato una perdita di almeno 12 punti; con la pioggia e la piazza d'onore dietro Hamilton il bilancio si è ridotto ad un -7 che è molto migliore di quanto si potesse pensare partendo dal fondo. Un risultato per il quale lui e la Red Bull avrebbero firmato, e che sono stati ben lieti di portarsi a casa. Poi c'è stato anche del merito, ovviamente: il primo stint di gara con gomma dura è stato favoloso, tanto da portarsi a pochi secondi da Hamilton. La prestazione è mancata con la dura (il poco carico aerodinamico è stato responsabile del graining?), ma il pilota ha ben poco da rimproverarsi: vuole questo mondiale, costi quel che costi.

Sterzi a parte: Max supera la prova di carattere

Carlos Sainz

Tanta testa e tanta intelligenza, con la bravura di sfruttare a proprio vantaggio una situazione di cui ha approfittato volentieri. La sua era stata una corsa segnata dall'esigenza di dover anticipare la prima sosta, una fermata che lo aveva costretto a ritrovarsi nel traffico e soprattutto a dover portare a termine la gara con uno stint molto lungo sulle dure. La gestione delle temperature, sempre critica all'anteriore per la Ferrari in giornate non calde, è stato l'aspetto principale da gestire, ma almeno nel finale nel suo caso il tempismo per mettere le intermedie è stato quello giusto e questo gli è valso il terzo podio stagionale, il quinto della carriera. Un podio che significa anche un bel bottino di punti, per lui e per la squadra: il team ha limitato alla grande un fine settimana con l'handicap di dover partire con una macchina in fondo, lui invece con questi 15 punti è tornato davanti a Leclerc in classifica e soprattutto si è portato a soli 7,5 punti da Perez, che guida una Red Bull. Questa classifica a questo punto della stagione è il riconoscimento per un pilota che si è calato perfettamente nella realtà maranelliana, e che a questo punto aspetta, come il compagno, una macchina con cui salire sul podio possa diventare una regola.

Sainz: "Al via mi sono detto 'adesso o mai più' "

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