L'editoriale del Direttore: Rossa accattivante&sexy per sognare ancora

L'editoriale del Direttore: Rossa accattivante&sexy per sognare ancora

Dopo aver svelato le sue linee accattivanti e sexy, la nuova Ferrari F1-75 è ora chiamata a dimostrare il proprio valore in pista, e a risvegliare la passione del popolo rosso

Andrea Cordovani

23 febbraio

Forma sexy e accattivante per la Ferrari F1-75. Ora rimane da vedere la sostanza. L’unica cosa che conta davvero. Si sa: bella (davvero tanto in questo caso) o brutta, basta che sia veloce e vincente. Capace di riaccendere la scintilla in un popolo rosso abbacchiato, stanco di nutrirsi solo di speranze, disilluso, ormai riluttante alle grandi promesse.

È una Ferrari che prova a giocare d’attacco la F1-75 dopo giorni di difesa dura, di lavoro costante, con la voglia di tornare protagonista, per mettersi alle spalle campionati del mondo vissuti da comparse, stagioni anonime a guardare gli altri festeggiare. "Non vediamo l’ora di tornare a vincere. Adesso è tutto nelle mani di Mattia, Charles e Carlos", sottolinea il presidente John Elkann nel giorno del battesimo di una monoposto frutto di scelte non convenzionali sulla quale Maranello punta forte per la riscossa. "Di sicuro questa è la vettura nella quale abbiamo dato il meglio di noi. Questa è la monoposto che ci farà sentire orgogliosi", spiega Mattia Binotto. E aggiunge: "Una monoposto coraggiosa pronta a lottare in pista ogni metro di ogni Gp. Non prendiamo nemmeno in considerazione l’idea che questa F1-75 non possa darci risultati attesi e comunque non esiste un piano b".

Il team principal del Cavallino non si nasconde dietro a un dito. La prima Ferrari a effetto suolo della nuova era della F.1, è una delle più attese della storia recente. Sulla quale grava un’aspettativa gigantesca. È un punto di svolta ma anche un punto di arrivo. Per regolamento il motore verrà congelato per quattro anni e altre parti passeranno sulle monoposto future, perché con il budget cap non si potrà rifare la vettura da un anno all’altro. Insomma una monoposto che non può fallire. Che deve essere subito al passo della concorrenza, capace di aprire un nuovo ciclo.

Cardile e Montecchi: "Aero e creatività dei progettisti cruciali sulla F1-75"

Ferrari F1-75, figlia dell'ingegno Tricolore

Spiega il responsabile del telaio Enrico Cardile: "La F1-75 segna il ritorno ai fondi tridimensionali, un contenuto tecnico che, in Formula Uno, manca dal 1982. Sarà una vettura innovativa, lontana da quella che è stata presentata dalla Formula Uno, malgrado regolamenti estremamente costrittivi. Sarà una vettura che, per essere veloce, vorrà girare bassa e rigida. In sintesi, è stata una bella sfida per gli ingegneri e sarà una bella sfida per i piloti". La sensazione è che gran parte dei segreti siano sul fondo perché in questa F.1 che riporta in pista l’effetto suolo sulle monoposto forse è arrivato il momento di soffermarsi, con maggiore attenzione rispetto al passato, a quello che accade in basso. Una monoposto coraggiosa come dice Mattia Binotto e come certificano alcune soluzioni che la differenziano dalla concorrenza. Una vettura figlia dell’ingegno tricolore con il team principal che ha puntato tutto sulle risorse interne a Maranello, chiedendo ai suoi ingegneri di essere creativi, innovativi, futuristi, dimostrando la reale volontà degli uomini del Cavallino di partire da un foglio bianco, senza restare ancorati alle idee del passato. La strada intrapresa da Mattia Binotto è stata audace e ferrea.

Non è andato a cercarsi motoristi in Mercedes né aerodinamici in Red Bull, ha preferito puntare sul team, prevalentemente italiano, che lo accompagna sin dai tempi in cui c’era al timone Sergio Marchionne seppure con qualche correzione in corso. In tal modo si è guadagnato affetto e fiducia all’interno. Ma ora c’è il passo successivo. Quello più importante perché solo i risultati ottenuti da ora in poi potranno dargli anche all’esterno dell’azienda la stessa popolarità. Una cosa è certa: alla nuova Rossa è legato anche il destino di un intero gruppo di lavoro. Un vero e proprio anno zero a Maranello. Sulla Ferrari 2022 è stato messo a disposizione della Ges ogni mezzo, finanziario e tecnologico, per tornare a lottare per ogni metro della pista, per gli obiettivi più alti: nuovi passi falsi porterebbero a inevitabili rivoluzioni. Quello che balza agli occhi è che ogni team ha interpretato le regole (il regolamento è molto più restrittivo che in passato) laddove s’è potuto in modo autonomo. La pista sarà il giudice supremo per F1-75 ma intanto la Ferrari – che ha lavorato a lungo sul progetto, tanto da bloccare ben presto gli sviluppi sulla vettura 2021 – ha mostrato fiducia quantomeno nel poter tornare al vertice, per lottare per quella vittoria che manca dal Gp di Singapore del 2019 e firmata da Sebastian Vettel.

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La sfida riparte in pista

Per capire se si tratta davvero di un progetto azzeccato servirà del tempo. E non solo alla Ferrari. Di sicuro i primi test a Barcellona (questa settimana da mercoledì a venerdì) verranno affrontati con metodo e senza guardare troppo al cronometro. "Non ci interessa molto quell’aspetto – chiarisce ancora Binotto – Puntiamo ad assecondare la crescita dell’auto. Le prestazioni le cercheremo nella seconda sessione che sarà in Bahrain a ridosso della prima gara". Queste F.1 sono destinate a crescere da zero in base alla velocità di interpretazione e di intervento: c’è anche il rischio di avere classifiche movimentate e di strana lettura addirittura per i Gp del Mondiale 2022.

Nell’aria finalmente si torna a sentire il profumo acre della sfida. La signora in rosso promette di risvegliare la passione. Il popolo rosso non aspetta altro. È tempo di far tornare a scaldare il cuore dei tanti tifosi, di riconquistare la fiducia verso una squadra che guarda al futuro e ha fatto tesoro degli errori del passato. Una Rossa che vuole far sognare all’interno di un Mondiale tutto da scrivere. Un foglio bianco sul quale tutti vogliono lasciare un’impronta gigantesca. Da questa settimana inizieremo a capire qualcosina di più su quelle che potrebbero essere le reali forze in campo. Finalmente si ricomincia, tutti sospesi tra punti di partenza e di non ritorno.

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