L’autodromo di Monza ha un nuovo direttore e, per la prima volta, si tratta di un direttore-donna: Alessandra Zinno, che  è “cresciuta” in ACI, nel ruolo di Direttore Centrale delle Risorse Umane e degli Affari Generali. Un patrimonio di esperienza che le sarà molto utile nella gestione del circuito. Laureata in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, Alessandra Zinno ha ricevuto i poteri per operare nel ruolo dal Consiglio di Amministrazione della società Autodromo Nazionale Monza SIAS, presieduta da Giuseppe Redaelli, dopo la decisione concorde dell’Assemblea Generale dei Soci riunitasi a Roma.

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Resterà in carica per tre anni, subentrando al periodo di interim garantito da Alfredo Scala. Tutto è iniziato quando Alessandra ha partecipato con successo ad un concorso per collaboratore di amministrazione, entrando così in Automobile Club d’Italia nel servizio di pianificazione e coordinamento del sistema informativo, per specializzarsi nella gestione delle risorse umane, sviluppo del Management e della formazione del personale.

"Gli impegni dell’amministrazione pubblica sono diversi, ma non meno sfidanti", annuncia Alessandra nella nostra intervista. "Il mandato di gestire l’impianto-azienda di Monza si avvicina al mio vissuto e si coniuga anche con la mia passione per i motori".

Lo sport come disciplina

Cosa rappresenta lo sport per te?

"Sono cresciuta condividendo la visione di mio padre dello sport come modello di disciplina. Lui era un dirigente pubblico, ma ha sempre amato l’atletica leggera e quando mi accompagnava agli allenamenti al Foro Italico mi emozionavo nel vedere campioni come Mennea e la Simeoni. Anche io ho fatto corsa e nel contempo amavo già i motori e la velocità seguivo i rally e i Gran Premi di F.1. Lavorando in ACI, ho maturato il desiderio di approfondire il mondo sportivo e ho amato sempre di piu? l’adrenalina delle competizioni. Pensa che mi sono sempre rifiutata di mettere i tappi nelle orecchie, per non perdermi la vibrazione dei motori!"

Sei il primo direttore di autodromo donna, cosa significa per te?

«In Italia sì e anche nel resto del mondo ce ne sono, credo, pochissime. Ora faccio parte di un gruppo virtuale di lavoro, composto da tutti i direttori di autodromi del mondo, che utilizziamo per confrontarci su tematiche comuni e ho visto che ne fanno parte forse altre due o tre donne, ma non di più. In Italia nei posti di comando a livello sportivo ci sono ben poche ladies, ma sono convinta che ci sia bisogno delle donne nel mondo dei motori. Per certi versi abbiamo un ottimo senso pragmatico e siamo costantemente trasversali, flessibili ed elastiche".

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Come un gigante sopito

Ci sarà un tocco femminile nel tuo lavoro?

"Le scelte cercherò di farle con gusto. E come donna, mi piace costruire: la propria vita, la famiglia, la carriera... E ora l’Autodromo. Certe volte ho la sensazione che per alcuni mesi dell’anno l’Autodromo sia come sopito e che poi si risvegli più vigoroso di prima, quando ospita degli eventi. Possiamo paragonarlo ad un gigante? Noi però abbiamo il compito di farlo vivere tutto l’anno".

Per te sarà un cambiamento di lavoro ma anche di vita, perché ti trasferirai da Roma a Monza. Come lo vivi?

"I cambiamenti fanno sempre bene. Vanno vissuti come una sorta di piano di allenamento, come un innalzamento dell’asticella. Il mestiere di capo del personale, che ho fatto per anni, mi ha sempre richiesto di non paralizzarmi davanti alle difficoltà".

Ti sei insediata il 26 ottobre, è presto per fare programmi?

"Per fortuna ho potuto fare anche due mesi di affiancamento accanto al collega Alfredo Scala, che mi hanno consentito già di farmi un’idea. Secondo me il Tempio della Velocità potrà affermarsi sempre di più come luogo di riferimento per il tempo libero di tutti i cittadini lombardi e più in generale degli appassionati di motorsport nazionali e internazionali, risvegliando il suo potenziale come autentico polo di interesse. In quest’ottica, è opportuno che l’impianto sia gestito con gli stessi principi di un’azienda e abbia come finalità la ricerca dei ricavi e una riduzione dei costi. Arrivare e spendere è la cosa più facile al mondo. La razionalizzazione delle risorse invece sarà fondamentale non solo per garantire una continuità alle attività del circuito ma anche per reperire le disponibilità per investimenti che migliorino l’impianto e rendano la sua fruizione di maggiore attrattiva per il pubblico".

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L’autodromo deve alzare lo sguardo

Ti sei insediata in un momento non facile a livello generale, per via dell’emergenza COVID...

"La pandemia di Coronavirus ha costretto il circuito ad affrontare situazioni che non si erano mai verificate prima, come l’assenza di pubblico nel fine settimana del Gran Premio d’Italia di F.1, ma ha anche evidenziato i grandi sforzi organizzativi messi in atto con una forza unica e uno spirito di guardare avanti. I difficili momenti passati ci hanno anche reso consapevoli che l’Autodromo Nazionale Monza deve ‘alzare lo sguardo’, avere una visione per i progetti di sviluppo che guardi ai prossimi anni".

Quali obiettivi ti sei posta?

"Come condiviso con il Presidente di Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, lavorerò dunque affinché l’Autodromo Nazionale Monza sia sempre più una moderna azienda che abbia come fiore all’occhiello il motorsport ma che fondi la sua stabilità anche sull’entertainment e sulle esperienze emozionali per il pubblico, beneficiando inoltre dell’importante vicinanza a Milano. Dobbiamo traghettare questa azienda nel Centenario del circuito, il 2022, adottando un nuovo approccio funzionale, volto al raggiungimento di obiettivi propri delle aziende che stanno sul mercato», conclude Alessandra Zinno.

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