Finalmente, Le Mans. Il coronavirus ha costretto a cambiare i piani, rinviare l’appuntamento classico di metà giugno e presentarsi a una 24 Ore in settembre con tutte le differenze del caso. Era il ‘68 parigino, l’ultima volta che gli organizzatori dovettero spostare a settembre, il 28 e 29, la corsa.

Programa insolito e accorciato

Niente test prima del week end di gara, appuntamento alle libere del mercoledì, tre turni più la sessione di qualifica, poi di nuovo in pista per la Hyperpole venerdì e le libere 4, in vista di un sabato con warm up a precedere il via della 24 Ore di Le Mans 2020: ore 14:30.

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In Classe GTE Pro si arriva con il successo Ferrari del 2019, Porsche a piazzare due 911 RSR sul podio e la voglia, oggi, di tornare a vincere, a 50 anni dalla prima affermazione: 1970, Hermann e Attwood sulla 917 codacorta.

Le 911 numero 91 e 92 sfoggeranno livree celebrative di quel successo, anticipate nella 24 Ore corsa al simulatore e “vinta” da Porsche tra le GT.

Ripetere il successo virtuale

L’obiettivo è ovvio, trasformare il virtuale in reale: “Sarà una Le Mans completamente diversa quest’anno per l’assenza degli spettatori e un programma pesantemente modificato. Mi aspetto, comunque, sia un momento saliente per i tifosi. L’edizione di quest’anno è importantissima per Porsche, 50 anni fa iniziava la striscia di vittorie con la prima per la 917. Celebriamo quel trionfo con dei design spettacolari sulle macchine e allestimenti dei box speciali. L’obiettivo sportivo è chiaro: dopo la vittoria nella 24 Ore di Le Mans virtuale, lo scorso giugno, puntiamo a centrare la 109^ vittoria di classe Porsche con la vera 911 RSR”, il commento di Pascal Zurlinden, direttore motorsport Porsche.

La notte lunga e le basse temperature

Le sfide, inedite, di una 24 Ore di Le Mans corsa a settembre sono, anzitutto, in una lunga notte, molto più delle 8 ore e 2 minuti di durata che avrebbe avuto a giugno: saranno 4 ore in più di buio nel quale gareggiare. Rischi extra e condizioni tecniche anche differenti, perché le temperature saranno più basse e più a lungo. Come indiretta conseguenza, si attende una 24 Ore più veloce, frutto del guadagno di prestazione per le temperature più basse: ogni 5° C di temperatura ambiente in meno, l’erogazione del motore delle 911 RSR vale un 1% in più. Scontato dire, poi, delle condizioni meteo e del rischio pioggia, previsto nella giornata di domenica, forse a graziare la corsa, di certo con temperature ambientali basse.

A punto già dalle libere

“Correremo in circostanze del tutto differenti. Restano ancora delle incognite su meteo, temperature, prestazioni e gomme. Utilizzeremo i dati esistenti dalle campagne WEC e IMSA, come l’esperienza dai test, sperando di essere ben in ordine per la prima sessione di libere. Corriamo per la prima volta con la 911 RSR-19 a Le Mans, è una condizione nuova per noi ma anche per ACO, che gestisce il BoP. Abbiamo completa fiducia nell’esperienza e competenze degli specialisti”, ha aggiunto il capo delle operazioni Porsche nel WEC, Stehlig.

24 Ore "pulite" per vincere

A non cambiare è, invece, l’equipaggio lo scorso anno secondo dietro AF Corse: Bruni-Lietz-Makowiecki sulla numero 91: “Sono impaziente di vedere la nostra Porsche 911 RSR preparata nella livrea speciale Le Mans dal vivo. Presentarsi in pista con le macchine veloci e stilose nell’anniversario della prima vittoria generale Porsche a Le Mans è una motivazione e un onere per noi. Puntiamo alla vittoria di Classe, negli ultimi 2 anni abbiamo concluso secondi con la numero 91, se riusciremo a concludere senza incidenti, allora nulla dovrebbe essere sulla nostra strada verso un grande successo”, dice fiducioso Gimmy Bruni.

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Arrivano a Le Mans con la prima vittoria nel WEC conquistata a Spa, Christensen-Estre-Vanthoor: “L’attuale 911 RSR è stata veloce ovunque finora, spero sarà così a Le Mans. Torniamo con i bellissimi ricordi della vittoria del titolo WEC nel 2019”, le parole di Kevin Estre.