Lo scorso mese di settembre veniva ufficializzata l’acquisizione, o meglio l’inizio del lungo processo di acquisizione, del Circus da parte della Liberty Media. Chase Carey, l’uomo nuovo posto da Greg Maffey alla guida della Formula 1, aveva dichiarato: “Sono elettrizzato per questo ruolo e di avere l’opportunità di lavorare con Ecclestone”. Bernie era stato più volte pubblicamente incensato dal baffuto manager e descritto come una sorta di Maestro, un Virgilio da seguire rispettosamente tra i gironi del Circus. Un mentore destinato a rimanere al suo posto per altri tre anni, augurio di lunga vita al boss che ha già spento 86 candeline. 

Tuttavia, nell’arco di pochi mesi, la situazione sembra essere radicalmente cambiata. E come approfondito sul numero 4 di Autosprint (in edicola da martedì 24 gennaio) da Cesare Maria Mannucci, Mr. E potrebbe anticipare la pensione.  “Adesso il mio futuro è nelle mani di Liberty Media – ha dichiarato non più di qualche giorno fa il padre fondatore della F1 -. Loro controllano la società, loro hanno il potere decisionale". 

Sibillino, ma non più di tanto, modo di dare a intendere che la propria scintillante carriera è giunta al traguardo. Ma non ci sarà una lotta per la successione e la monarchia assoluta potrebbe trasformarsi in oligarchia. Per portare la Formula 1 verso continenti fino ad ora volutamente inesplorati. Come quello delle scommesse. E per porre fine al mecenatismo nei confronti dei team che a Grag Maffei non va proprio giù. A partire dalla Scuderia Ferrari.