Ferrari, Red Bull, Mercedes. A Sepang, l'ordine dei valori in campo non ha rispecchiato quello d'arrivo. Brilla una RB13 in grado di battere Mercedes in pista, sulla prestazione, a tratti con l'impressione che Daniel Ricciardo potesse andare a riprendere Lewis Hamilton. Deve accontentarsi del terzo posto, difeso da un rimontante Vettel che ha avuto un'unica (mezza per dirla con le parole di Seb) opportunità di sorpasso. «Ho chiuso la porta un po' in ritardo verso il punto di corda, non so come si sia vista dall'esterno. Non so se è scontento della manovra o cosa, ma non mi è sembrata eccessivamente aggressiva. Non mi è parso abbia fatto uno spostamento in ritardo, da lì mi aspettavo che attaccasse nel finale ma avrei fatto tutto il possibile per tenerlo dietro. Aspettavo che arrivasse, aspettavo e mi sono chiesto se non avesse forse finito le gomme nell'inseguimento», spiega Ricciardo.

Tra l'azione in avvio e quella nel finale, i 56 giri del Gran Premio di Malesia non hanno riservato particolari sfide dirette al pilota australiano. Allo spegnimento dei semafori ha perso la posizione su Bottas, è bastato poco perché con la velocità della Red Bull potesse inscenare un bel duello iniziato in curva 1 e finalizzato in curva 4. «In partenza ho scelto l'interno e Bottas ha avuto una traiettoria migliore all'esterno. L'ho seguito per un paio di giri, si è difeso bene all'inizio, poi l'ho passato, ma a quel punto Max e Lewis avevano preso il largo. Verso la fine del primo stint con le supersoft stavo mantenendo buoni tempi e la prestazione tornava, ma quando si sono fermati hanno riallungato con gomme soft, non sono stato così competitivo come sul finire del primo stint». Nello stint su gomma rossa ha espresso la velocità più interessante, dando l'idea che potesse ricucire su Hamilton, prospettiva poi sfumata. Da lì, l'attesa dell'arrivo di Vettel. «Per gran parte è stata una gara solitaria, ovviamente congratulazioni a Max, è stato forte per tutto il week end e il primo doppio podio dell'anno è un buon risultato».

Da Sepang si vola tutti a Suzuka, dove Red Bull è destinata a ripetere il ruolo di terzo incomodo tra Ferrari e Mercedes. E pensare che dopo Singapore proprio Max Verstappen esprimeva tutto il rammarico per quella che riteneva essere la miglior occasione (sfumata) di puntare alla vittoria nella seconda parte del campionato. Lo stato di forma malese vale altre puntate al podio nelle 5 gare restanti. Competitività sottolineata da Christian Horner, tanto quanto l'incredulità per l'esito: «Battere Mercedes in modo lampante era qualcosa che superava le nostre aspettative. Mentre andavamo in griglia pensavo che avevamo una gran macchina in gara, però non credevo sarebbe stata così forte»

E' il risultato meritato da Max Verstappen, bersagliato da guai tecnici e ritiri mentre Ricciardo andava a prendersi podi e la vittoria a Baku. «Max ha sopportato talmente tanta sfortuna quest'anno e oggi (ieri; ndr) ha guidato da dominatore. Dopo la partenza avevamo entrambe le Mercedes da affrontare, Max c'è riuscito prima di Daniel, poi è stato in grado di costruire e gestire un vantaggio di 7-8 secondi senza alcun problema. Sapevamo che Lewis avrebbe pensato al campionato e abbiamo detto a Max di sbrigarsi, che era il momento, viste le indicazioni di Lewis di un problema con un calo al sistema di recupero d'energia. 

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E' grandioso per Max, ha subito tanta sfortuna tra incidenti al primo giro, quattro ritiri per problemi al motore, eccetera. Non si è mai demoralizzato troppo, ha compiuto 20 anni e il miglior modo di iniziare una nuova decade è con la vittoria di un gran premio. Sono felicissimo per lui, visto che l'ultima volta che era salito sul podio risale ad aprile».

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