McLaren, a pelle, un ambiente che lo ha subito convinto. Ma non quello giusto per costruire a breve termine un progetto competitivo. In Red Bull, i dubbi ben oltre la durata dell'accordo da discutere. Alla fine, Renault. Daniel Ricciardo ripercorre la complessa fase che lo ha portato a firmare con il team francese, il vantaggio del poter contare sul supporto di una casa ufficiale, prospettive di costante avvicinamento al vertice e, soprattutto, quell’ambiente nuovo e diverso da Red Bull del quale sentiva di avere bisogno. 

Raccolta di come sia rimasto favorevolmente colpito nelle discussioni avute con McLaren, salvo realizzare – e aver chiaro dalle parole dirette del management – che non avrebbe potuto essere il team col quale trovarsi a battagliare per le posizioni in vista della classifica.

“Sapevo che le opzioni disponibili si erano ristrette. Sapevo che non si sarebbe realizzata la soluzione Mercedes né quella Ferrari. Era una scelta tra Red Bull, McLaren e Renault. E, davvero, non ero sicuro”, racconta Ricciardo a Racer. "Ho avuto un paio di incontri con McLaren e mi sono piaciuti davvero, ho avuto sensazioni positive. Ma sembrava una scelta troppo ottimistica andare lì in quel momento".

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Le lunghe trattative con Red Bull si sono arenate dapprima sulla durata del contratto, 2 anni chiesti dal team, un solo anno per poter verificare la competitività Honda la richiesta, non troppo convinta, di Daniel. Nemmeno troppo convinta perché avrebbe replicato lo scenario di u'estensione da discutere nel giro di 12 mesi, con una power unit in grado di fugare i dubbi sulla competitività: “Avevo già messo in dubbio la possibilità di fare un altro anno, figurarsi due. Pensavo, e se con Honda non funziona, sarà un anno di frustrazioni”.

Adesso, il motorista nipponico si candida a un 2019 da attaccare quale terzo miglior fornitore in griglia, Renault è convinta di aver lavorato in inverno bene e di poter essere davanti. Due anni di contratto per Ricciardo, stagioni nelle quali realisticamente si potrà lavorare a ridurre il divario dai primi, preparandosi alle grandi novità regolamentari che arriveranno nel 2021, quando anche il mercato piloti sarà in fermento, con la scadenza dei contratti dei vari Hamilton, Vettel e Verstappen tutti a fine 2020.

Ricciardo troverà Nico Hulkenberg, in un confronto tra compagni di squadra tra i più interessanti dell’intera griglia. “Mi piace l’idea di averlo come compagno, l’ho sempre tenuto in alta considerazione, abbiamo corso contro nelle serie giovanili e vinceva tutto. Il lavoro che ha fatto nel team e la sua esperienza potranno aiutare. So che è motivatissimo perché ha quella statistica che non sono in tanti a volere, dell’assenza di un podio in carriera. Tutti sanno che vale quanto serve per ottenerlo”.

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L’altra statistica, che non dà troppe speranze ai team dietro i migliori tre, dice di soli due piloti a conquistare un podio nel 2017 e 2018 che non fossero su una Mercedes, Ferrari o Red Bull. Servono condizioni particolari in gara per scardinare un copione consolidato. A Renault il compito di approfittarne.

“Nico sarà motivato e il mio arrivo lo motiverà ulteriormente, penso che questo possa darci una spinta e accelerare i miglioramenti”, ha aggiunto Ricciardo.