Dal “mediamente positivo” si attende il salto di qualità, un bilancio Red Bull-Honda che al termine del campionato dica di un team che sia stato in grado di sfidare per il titolo la Mercedes.

È quanto si attende dal 2020, carico di promesse sulla competitività del progetto RB16 avanzate da Helmut Marko. Mai così in anticipo il procedere dei preparativi, garantiva Herr Helmut a inizio gennaio, non senza ammettere come la pressione adesso sia tutta su Red Bull, perché sviluppi una monoposto all’altezza di una power unit Honda data, quasi fosse un passaggio certo, in crescita e con la garanzia di aggancio al rendimento delle power unit Ferrari e Mercedes.

Podio costante l'obiettivo minimo

Max Verstappen, che sulla scommessa Red Bull ha puntato tutto, legandosi fino al termine del 2023, aspetta di ritrovarsi con il materiale giusto per arrivare a contendere il titolo a Lewis Hamilton. Basterebbe – previsione facile, meno la sua attuazione – far sentire il fiato sul collo a Lewis, per scoprire se e come gli sviluppi di un campionato possono cambiare.

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“Proveremo a fare meglio quest’anno, vogliamo essere in lotta per il titolo. Lo scorso anno in alcune gare non siamo riusciti davvero a lanciare la sfida, però devi conquistare più punti possibile. Spero che da quest’anno in avanti potremo essere in lotta almeno per un podio, lo scenario peggiore è essere terzo.

Come squadra puntiamo al titolo, vogliamo battagliare e fare bene. Il tempo dirà, noi stiamo facendo tutto il possibile per provare e progredire”, spiega intervistato da Sky Sports.

Red Bull batti un colpo

Ha imparato l’arte della regolarità, quando necessaria, Max. Lo scorso anno, prima di una seconda parte di campionato più tormentata, non sempre per errori suoi – vedi Suzuka e l’incidente con Leclerc –, ha portato Red Bull al massimo risultato possibile fino alla pausa estiva. Progetto della RB15 che non è stato esente da difetti da correggere, errori che hanno intaccato la prestazione come in Bahrain o a Singapore, mancanza di prestazione come a Sochi. Per lanciare la sfida ai campioni in carica servirà tanto in più.

Lewis si può sconfiggere

Sul pilotaggio puro, Verstappen è certo di poter battere Hamilton e, sulla sfida, dice: “Sì che posso battere Hamilton nell’arco di una stagione. La Formula 1 è molto legata alle prestazioni della monoposto. Lewis è molto bravo, è sicuramente uno dei migliori però non è Dio, forse Dio è con lui ma non è lui.

Quando riesci a esercitare una pressione diventa molto più complicato per il pilota in testa. Se non si trova mai, davvero, a subire la pressione, può guidare al 97 o al 98% e lì non commetti mai degli errori.

Fissa anche un gap medio entro il quale la partita diventa incerta e contendibile: “Se riuscissimo a iniziare la stagione entro i 2 decimi di ritardo dalla Mercedes, allora potremmo esercitare pressione. Non vedo l’ora arrivi il momento in cui avremo quella lotta e sono certo riusciremo a fare meglio se ci troveremo davvero vicini”.

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