Difficile giustificare l’impegno in una categoria sì al vertice per tecnologia ma dagli esborsi richiesti pari a centinaia di milioni di euro, budget per molte grandi case costruttrici insostenibili. Lo sono per lo scenario che vive l’industria dell’auto, chiamata alla sfida dell’elettrificazione con l’ibrido e un futuro incerto sull’elettrico, comunque sul quale riporre grandi investimenti.

Chi in Formula 1 ci sta e vince, vedi Mercedes, continuerà e potrà giustificare la leva attivata sotto il profilo dell’immagine e la pubblicità a livello globale. Un buon affare, ancora, spendere 400 per sviluppare 1.000.

Piani Liberty rivisti

Il 2021, nelle intenzioni della prima ora di Liberty Media, avrebbe dovuto portare anche nuovi protagonisti, rendere la tecnica delle power unit un po’ meno complessa. Invece, l’interesse concreto di nuove case non si è mai attuato - ricorrenti i nomi di Lamborghini, Porsche - e si è preferito tutelare gli investimenti sulla tecnologia turbo ibrida con MGU-H ancora a lungo, fino al 2025.

Arriverà Aston Martin nel 2021, ma l’operazione è strettamente dai contorni finanziari, un coinvolgimento più ampio di quanto non avvenga oggi con Red Bull, poggiando sulle strutture esistenti – e in fase di ampliamento – di Racing Point. 

Legame sport e prodotto

C’è chi, come BMW, non nasconde l’assoluto disinteresse nei confronti della Formula 1. In passato ha corso e svettato per tecnica motoristica, anni in cui, nell’immaginario collettivo, potevi legare il V10 da Formula 1 al frazionamento di una supercar stradale come BMW M5. Giusto un’idea, per quanto generica. 

Oggi, l’ibrido delle power unit non è nemmeno lontanamente paragonabile all’elettrificazione che le case automobilistiche sono chiamate a proporre sulla grande serie. E Jens Marquardt, capo di BMW Motorsport, ha spiegato ad Auto Bild il disinteresse nei confronti della F1 riferendosi proprio all’aspetto tecnico: “Il V6 turbo ibrido è un motore che non ha nulla a che vedere con quel che facciamo nella produzione in serie.

Da un punto di vista ingegneristico devo dire: giù il cappello per quanto fanno in Formula 1. Però tecnologicamente non ha alcuna rilevanza sulle auto stradali”.

E, con la coperta corta dei bilanci, le economie da produrre sulla gamma di prodotto per destinare investimenti su motori termici sempre più evoluti e puliti, sull’ibrido e l’elettrico, è davvero al limite della realtà pensare di trovare l’ok dei CdA a un impegno in Formula 1 da 300 milioni di euro.

L'impegno nelle competizioni di BMW vede la partecipazione alla serie IMSA, nel DTM e in Formula E.

Haas, presentata la VF-20