Se lo scorso anno il rinnovo di contratto di Valtteri Bottas è rimasto un tassello a lungo in cerca della propria collocazione, vista l’alternativa Esteban Ocon valutata in Mercedes, in ottica 2021 potrebbe essere un altro il pilota “rivale”.

Con Lewis Hamilton si lavora al rinnovo di contratto, scenario dato per logico e nell’interesse di entrambe le parti. Per Bottas, la minaccia potrebbe arrivare da un George Russell talento in crescita e, dopo due anni in Williams, pronto al grande salto.

A Valtteri, il compito di riguadagnarsi la conferma a suon di risultati, assicurati un anno fa – salvo alcuni passaggi a vuoto –. Passaggi peraltro non favoriti dalla posizione di costante incertezza dalla quale ha vissuto il campionato. La condizione ideale, quest’anno: ottenere un rinnovo di contratto in tempi rapidi e il prima possibile.

Le speculazioni non aiutano

“Di certo ho imparato delle cose e anche il team ha confermato di aver imparato da come abbiamo gestito le cose e comunicato. Sono convinto che si possa fare tutto in modo più lineare e con meno titoli di giornale e cose che girano intorno.

Ci sono state un po’ troppe discussioni non necessarie al di fuori della squadra. Tutto avrebbe dovuto restare all’interno, penso renda le cose più facili. Di sicuro abbiamo imparato che è meglio assumere una decisione prima rispetto a quanto non sia avvenuto lo scorso anno. Se devi portarti avanti la cosa ad agosto e settembre, inizia a diventare un elemento di distrazione e monta sempre più, per tutte le speculazioni”, ha spiegato Bottas.

Non si fa illusioni sulle chance di discutere un contratto pluriennale, un aiuto non da poco per la serenità del pilota e la possibilità di dedicarsi esclusivamente alla prestazione in pista: “È uno sport politico e tanti piloti vogliono un sedile, le squadre vogliono tenere aperte più opzioni per vari motivi ed è così che va”.

Un sedile che vorrebbe George Russell e, diversamente dalla soluzione Ocon – scartata da Wolff in ottica 2020 per ragioni di equilibri interni al box –, un profilo dalla gestione più semplice, accanto a Lewis Hamilton.

DAS, il bello di essere gli unici

A Bottas il compito di ripetere l’avvio perfetto di campionato vissuto un anno fa, percorso da replicare con una W11 sulla quale ha commentato: “Ho avuto buone sensazioni, non ci sono enormi problemi di bilanciamento o cose legate al comportamento della macchina, abbiamo compiuto buoni progressi a ogni giornata di test, ci sono sempre delle cose che vai ad affinare sul bilanciamento a velocità e tipologie di curve differenti”.

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Sul DAS, invece, l’orgoglio di poter guidare una soluzione inedita e innovativa: “È chiaro come sia molto piacevole essere l’unica squadra a utilizzare quel tipo di sistema, penso dica qualcosa sulle grandi menti che ha il nostro team. Non è una cosa semplice da avviare, progettare, realizzare e farla funzionare. Stiamo ancora imparando, scoprendo le potenzialità e in determinate circostanze potrà essere una buona cosa averlo”.

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